Con la mostra fotografica «Ciao campione», Borgo Trento ricorda Giuliano Nervino, il «suo» campione, il «suo» pugile, scomparso il 7 aprile 2025. La mostra, organizzata dal circolo Acli, è stata allestita nella Sala del folle volo, via Trento 64/A (per informazioni: 030.3099181). Nervino nacque in Borgo Trento il 29 marzo 1940. Era l’ultimo di sette figli. Il padre, Salvatore, originario di Diamante, aveva risalito lo Stivale dalla Calabria in cerca di lavoro. Lo trovò a Venezia, come postino. In Laguna conobbe Giuseppina, che sposò. La coppia venne ad abitare a Brescia, generando sei maschi e una femmina, Mirka, oggi 97enne e unica sopravvissuta della famiglia.
Il debutto sul ring
Nervino iniziò a lavorare a 14 anni in una ditta di trasporti e nel contempo a frequentare la palestra Castello, in zona San Faustino. Qui mise per la prima volta i guantoni, distinguendosi subito per la guardia mancina, la resistenza fisica e la tenuta mentale. Guidato dal maestro Santo Bossoni, il campione del Borgo vinse nel 1961 il campionato nazionale dilettanti e debuttò poi da professionista il 30 settembre dello stesso anno a San Siro. Fu un debutto vincente: Nervino superò Natale Gerardini.
Da quel match, fino a tutto il 1964, disputò 20 incontri, vincendone 18 e perdendone 2 ai punti: l’11 marzo 1964 ad opera di Alfredo Parmeggiani e il successivo 12 novembre contro Carmelo Bossi che avrebbe poi vinto la corona europea e mondiale dei superleggeri. Bossi era uno dei tanti nomi di livello internazionale che la boxe italiana poteva vantare in quegli anni, insieme a Benvenuti, Mazzinghi e Lopopolo.

Non solo sport
Ma non c’era solo il pugilato. Nella pasticceria Marinoni di Borgo Trento (che successivamente i Nervino acquistarono), il sabato sera e la domenica si ballava e lì, sempre nel ’61, Giuliano incontrò la ragazza della vita. Lui, carattere mite, vide quel caschetto biondo, occhi azzurri, modi spigliati e s’innamorò all’istante. Lucia ricambiò e subito prese a seguirlo nei suoi incontri. «Vederlo combattere mi dava ansia ma non potevo farne a meno e così davo sfogo al mio istinto di protezione», ricorda Lucia. Che aggiunge: «Per Giuliano la boxe era una passione, ma lui non smise mai di lavorare. Da giovane con il suo motocarro e, lasciato il pugilato, con il camion, continuò a lavorare sulla strada».
Il ritorno
Per due anni, 1970 e 1971, rimase lontano dal ring a causa delle morti ravvicinate dei genitori. Ma nel 1972 ritornò, infilando 4 vittorie prima di raggiungere l’apice della sua carriera. Il 19 novembre, all’Eib, infatti, Nervino tolse a Marco Scano la corona italiana dei welter. Una titolo che il campione del Borgo difese il successivo 26 dicembre sempre sul ring di casa dall'assalto di Piero Vargellini (kot al terzo round) e che perse tuttavia il 14 aprile 1973, ancora una volta a Brescia, nella rivincita contro Scano per ko tecnico all'undicesimo round.



