Beni contesi, Massimo Cellino vince la causa con Italtelo

Seppur assente in tribuna, «non riesco ad essere contento nemmeno stasera» dirà a fine gara, Massimo Cellino festeggia la salvezza e ora anche un nuova sentenza a suo favore. Questa volta in sede civile.
«Il ricorso non può che essere rigettato per mancata prova dei presupposti costitutivi» scrive infatti la giudice Claudia Gheri rigettando il ricorso presentato da Italtelo che chiedeva al Brescia Calcio la restituzione di un monitor e di un generatore sostenendo che il club di Cellino li continuasse ad utilizzare senza averne titolo. Per lo stesso fatto il patron delle rondinelle - difeso in questa vicenda dall’avvocato Luca Bonavitacola -risulta indagato per appropriazione indebita, ma la vittoria civile potrebbe cambiare il quadro anche sul fronte penale.
«Italtelo non ha provato, né ha offerto di farlo, il possesso originario dei beni dei quali ha chiesto la restituzione, producendo, anzi, documenti idonei a smentire le sue stesse allegazioni» si legge in sentenza. «In primo luogo, infatti, essa ha chiesto la restituzione dello schermo Backled retrointerviste 100”, ma ha poi depositato in giudizio una fattura del 2016 che menziona un monitor 85’’, un contratto di noleggio, peraltro stipulato con una società diversa dal Brescia Calcio.
La ricorrente ha chiesto altresì la restituzione di un generatore il cui numero di telaio, tuttavia, è diverso dall’unico generatore del 2007 che la Brescia Calcio ha allegato di detenere e la stessa Italtelo non ha articolato alcuna prova idonea a smentire quanto riferito dal Brescia calcio». Italtelo, con il rigetto del ricorso, dovrà versare al Brescia calcio anche le spese legali.
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