Cronaca

Beni confiscati: «I Comuni bresciani sono entusiasti e collaborativi»

A parlare è la direttrice dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata, Maria Rosaria Laganà
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

La Casa della legalità di Manerba del Garda - Foto © www.giornaledibrescia.it
La Casa della legalità di Manerba del Garda - Foto © www.giornaledibrescia.it

Maria Rosaria Laganà ha lasciato il ruolo di prefetto di Brescia lo scorso settembre per assumere quello di direttore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

L’Agenzia

Un ritorno per Laganà, che aveva già lavorato, seppure non come direttore, in quella struttura: «Eravamo agli inizi. Siamo partiti in 30 e poi diventati in 40.Ma solo sviluppando il lavoro ci si è resi conto di quanto è necessario fare per assegnare e valorizzare i beni confiscati e quindi ora per l’Agenzia è previsto un organico di 300 persone. Previsto ma non ancora raggiunto, attualmente siamo poco più della metà». Una carenza che si riflette sull’operatività. «Nonostante si facciano migliaia di assegnazioni non si riesce a stare dietro al grande numero di nuove acquisizioni e quindi abbiamo in carico un numero sempre maggiore di beni».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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