La Procura generale è a costo zero: le confische rendono 5 milioni l’anno
Quindici milioni di euro negli ultimi tre anni. Cinque tra il giugno del 2023 e il giugno del 2024. Tanto ha incassato la Procura generale presso la Corte d’appello di Brescia portando ad effettiva esecutività le sentenze di condanna divenute definitive insieme alle pene accessorie, a partire dalle confische.
Nel dettaglio negli ultimi dodici mesi presi in esame la Procura generale (che è competente oltre che su Brescia, anche su Mantova, Cremona e Bergamo) ha confiscato denaro per poco meno di 4 milioni e mezzo di euro, automobili per 18mila euro, quote societarie per 16mila e 500 e terreni per poco più di mezzo milione. Si tratta di un «ricavo» già finito nelle casse dello Stato o comunque nella sua disponibilità a titolo definitivo. Trattandosi di sentenze irrevocabili di condanna sono entrate non passibili di revoca, quindi «sicure».
Le due vie
A questi introiti la Procura generale lavora da qualche anno e da qualche anno ci arriva attraverso un memorandum operativo stipulato nel giugno del 2021 con il comando regionale della Guardia di Finanza di Milano, memorandum al quale il comando generale della Gdf ha attribuito «valenza strategica».
Due sostanzialmente le modalità operative. Qualora la sentenza per reati che prevedono la confisca non sia stata eseguita o sia stata eseguita solo in parte, il magistrato competente attiva le Fiamme Gialle, chiede loro di verificare se vi siano i presupposti per procedere alla esecuzione della confisca diretta o se si debba ricorrere a quella per equivalente. Qualora invece la sentenza diventata esecutiva non abbia previsto confisca alcuna il magistrato attiva comunque le Fiamme Gialle perché compiano accertamenti patrimoniali e, in caso di capienza, può chiedere al giudice di procedere all’esecuzione.
Investimento sicuro
«La somma che la Procura generale con il contributo decisivo della Corte di appello e della Guardia di Finanza ha ricavato negli ultimi dodici mesi copre da sola le spese dell’azienda Procura Generale: con le sole esecuzioni il nostro ufficio si ripaga stipendi di magistrati e personale, oltre a manutenzioni e bollette. Questa esperienza, negli ultimi tre anni - spiega il procuratore generale Guido Rispoli - ha assicurato nel complesso 15 milioni di euro e dimostrato che investire nella Giustizia conviene, anche dal punto di vista economico, con la soddisfazione che le risorse che si sottraggono a chi ha commesso i reati non devono essere richieste ai cittadini onesti».
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