È stato inaugurato oggi al Teatro Grande di Brescia il congresso straordinario dell’Unione delle Camere Penali Italiane, appuntamento che proseguirà fino a domenica e che riunisce il mondo dell'avvocatura penalista attorno al tema «L’avvocato tra processo e società. Il valore democratico della difesa».
Al centro della due giorni il ruolo dell'avvocato nella società contemporanea e il valore delle garanzie individuali come presidio fondamentale della democrazia. Un confronto che va oltre la dimensione tecnica del processo e investe il rapporto tra giustizia, diritti e istituzioni.
Per Brescia il congresso rappresenta anche un’occasione per valorizzare la propria tradizione giuridica. La giornata inaugurale ha previsto infatti un approfondimento dedicato a due illustri concittadini, Giuseppe Zanardelli e Giuseppe Frigo, figure di epoche diverse ma accomunate dalla centralità attribuita alla cultura delle garanzie. Il messaggio al centro dell'iniziativa è che il diritto alla difesa non rappresenta un privilegio riservato agli avvocati o agli imputati, ma una garanzia per tutti i cittadini e un elemento essenziale della qualità democratica delle istituzioni.

Il viceministro
«Nel processo penale, un tema complesso è quello delle prove assunte con l’intelligenza artificiale, che a mio avviso costituiranno il banco di prova più importante nei prossimi anni. Rispetto al controllo di questo tipo di prove da parte della pubblica accusa sarà necessario che il Parlamento intervenga per evitare che il giudice possa dare istintivamente più credibilità a una prova cosiddetta “scientifica”, che scientifica non è, rispetto all’indispensabile valutazione umanizzata degli elementi probatori. È necessario preservare i princìpi fondamentali che costituiscono il pilastro del giusto processo e delle garanzie difensive. Un impegno che dovrà andare di pari passo alla strenua difesa dell’oralità del procedimento, prevedendo, per esempio, l’eccezionalità del processo cartolare rispetto alla normalità di quello orale». Così il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, intervenendo al convegno.




