L’Avis di Sarezzo festeggia 60 anni di storia e impegno silenzioso

Barbara Fenotti
Una realtà che conta 400 associato: non mancano difficoltà legate al calo delle donazioni
Il monumento dedicato all'Avis a Sarezzo - © www.giornaledibrescia.it
Il monumento dedicato all'Avis a Sarezzo - © www.giornaledibrescia.it
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Sessant’anni di storia intrecciata con quella della comunità, sessant’anni di impegno silenzioso ma fondamentale per la salute di tutti: l’Avis comunale di Sarezzo celebra un anniversario importante. Fondata il 2 gennaio 1966 grazie all’iniziativa di Angelo Belleri, Giovanna Cavagnis, Pierino Guerini, Giuseppe Marchesi e Mario Cominardi, la sezione saretina ha mosso i primi passi sotto la guida del suo primo presidente, Angelo Belleri, avviando un percorso lungo e ricco di traguardi costruito grazie al contributo di generazioni di volontari che hanno dedicato tempo ed energie alla diffusione della cultura della donazione.

Dopo il 45° anniversario celebrato nel 2011 e il 50° nel 2016, il sessantesimo rappresenta oggi un’occasione ancora più significativa, anche perché nel 2021 il 55° anniversario non poté essere festeggiato a causa della pandemia.

Oggi Avis Sarezzo conta circa 400 avisini attivi e si conferma una delle realtà più importanti della provincia e la principale in Valtrompia per numero di donatori e quantità di sangue raccolto. Simbolo concreto di questo legame è anche il parco Donatori di Sangue di via Antonini, dove è stato collocato un monumento dedicato all’impegno degli avisini.

Le difficoltà

Negli ultimi tempi, tuttavia, l’associazione ha dovuto affrontare alcune difficoltà: il calo delle donazioni registrato non è legato a una minore disponibilità dei volontari, che continuano a dimostrare grande responsabilità e generosità, ma è piuttosto conseguenza della chiusura del centro di raccolta di Gardone: una situazione che ha reso più complesso l’accesso alla donazione e che ha portato temporaneamente i donatori a rivolgersi alla sede Avis di Brescia.

Il consiglio direttivo
Il consiglio direttivo

«Secondo le previsioni a giugno dovrebbe essere pronta la nuova unità di raccolta accanto al presidio ospedaliero di Gardone - spiega la presidente del sodalizio, Elena Belleri -, negli spazi dell’ex ospedale attualmente in fase di ristrutturazione da parte dell’Asst». Ciò consentirebbe alla sezione saretina, e a tutte le altre della Valtrompia che hanno sempre fatto riferimento al punto raccolta dell’ex ospedale, di poter tornare a donare sul territorio.

In occasione del 60esimo anniversario la presidente ha voluto rivolgere un messaggio a tutti i volontari: «Essere avisini significa far parte di una comunità che sceglie di donare qualcosa di sé per gli altri. So che non è sempre facile, soprattutto ora che le difficoltà organizzative hanno richiesto più impegno. Ma è proprio nei momenti più complessi che emerge il vero valore del nostro gesto».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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