Cronaca

Arresto cardiaco, l’esperto: «Ecco come comportarsi»

Le indicazioni di Salvatore Compatti, infermiere Areu e referente per la formazione al primo soccorso degli operatori laici e della cittadinanza
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Un massaggio cardiaco praticato su un manichino per esercitazione
Un massaggio cardiaco praticato su un manichino per esercitazione

Il caso del ragazzo di 17 anni di Manerbio che, con prontezza di spirito e intraprendenza nonostante la situazione difficile, ha praticato il massaggio cardiaco al padre colpito da un arresto cardiaco porta a chiedersi cosa bisogna fare nel caso in cui ci si trovasse in situazioni di quel tipo.
Lo spiega Salvatore Compatti, infermiere Areu e referente per la formazione al primo soccorso degli operatori laici e della cittadinanza, che da anni si dedica a preparare le persone comuni a fare la propria parte nel caso in cui si trovassero in situazione di emergenza. Indicazioni e istruzioni che sono allineate alle più recenti linee guida internazionali che anche Areu ha abbracciato

Come si reagisce quando ci si trova davanti ad una persona che non si muove e non respira?
Il primo passo è quello di capire se la persona è solo svenuta oppure sta avendo un arresto cardiaco. Bisogna chiamarla ad alta voce e scuoterla. Se non reagisce e continua a non respirare è necessario chiamare subito il numero di emergenza 112, meglio se con il vivavoce e se le si conoscono avviare le manovre di rianimazione.

Se non si conoscono le manovre?
Il sistema dell’emergenza ci supporta e gli operatori della centrale sono formati appositamente per questo. Per prima cosa faranno in modo di ottenere tutte le informazioni per far partire e indirizzare i soccorsi e poi guideranno direttamente la persona nel fare qualcosa di utile per la sopravvivenza di chi è incosciente in quel momento

Nello specifico cosa succede?

Con comandi molto chiari e molto semplici l’operatore guida chi si trova accanto al paziente. Lo guida nel posizionare la prima mano sul torace e poi anche la seconda nella posizione corretta, gli spiega come mettere le ginocchia, come piegare le braccia. E poi lo segue durante tutte le compressioni, gli detta i ritmi della spinta e delle pause fino all’arrivo dei soccorsi.

Dall’altro lato, da operatore di centrale, come si interagisce con una persona nel panico che deve entrare in azione?

Gli operatori hanno fatto corsi e seguono una formazione costante su metodologie e tecniche specifiche per essere pronti in queste situazioni. Il segreto è riuscire a coinvolgere anche persone che stanno piangendo oppure urlando, prima per fargli dare le informazioni che servono ad avviare i soccorsi e poi per fare le manovre salvavita. Se riusciamo a fare passare il messaggio che la persona al telefono è importante per il soccorso di solito abbiamo buoni risultati.

La formazione della cittadinanza è uno dei vostri obiettivi.

Tra i tanti progetti che sono attivi, e che ogni anno in Lombardia coinvolgono tra le 65mila e le 70mila persone, per la formazione di base, voglio segnalare che da settembre, in alcune scuole pilota, faremo corsi di primo soccorso: per tutte le età partendo dalla scuola dell’infanzia con attività di gioco e metodologie studiate per coinvolgere i bambini fino alle esercitazioni per i ragazzi delle superiori. Tutte le persone che hanno partecipato poi sono inserite in un elenco regionale e possono anche scaricare i propri attestati. Fondendo l’alta specializzazione degli operatori di centrale e sul territorio e la diffusione della formazione di base nella cittadinanza siamo riusciti ad avere una alta efficacia della risposta in situazioni di emergenza.

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