A Manerbio un ragazzo di 17 anni ha salvato il padre che si trovava in arresto cardiaco. L’uomo, 48 anni, è caduto dal letto privo di sensi e la moglie ha chiamato i soccorsi. In attesa del loro arrivo è stato il figlio della coppia a tenere in vita il 48enne iniziando a praticare compressioni sul cuore fermo del padre.
Il caso ha accesso nuovamente i riflettori sull’importanza del cosiddetto massaggio cardiaco è più correttamente definito rianimazione cardiopolmonare, o Rcp. Le compressioni toraciche permettono di mantenere una circolazione minima del sangue quando il cuore si arresta, in attesa dell’arrivo dei soccorsi e dell’impiego di un defibrillatore.
Le indicazioni riportate di seguito sono tratte dalle Linee guida European Resuscitation Council 2025 per il Basic Life Support dell’adulto, nella versione tradotta e integrata dall’Italian Resuscitation Council.
Controlla, chiama, comprimi
Le nuove Linee guida riassumono l’intervento in tre passaggi: controlla, chiama e comprimi.
Prima di avvicinarsi è necessario verificare che l’ambiente sia sicuro. Quindi si deve controllare se la persona è cosciente. Se non risponde, si deve chiamare immediatamente il 112 o il 118: rispetto alle indicazioni precedenti, non è più necessario verificare prima la presenza di una respirazione anomala. La valutazione del respiro deve avvenire mentre si attende la risposta dell’operatore della centrale, che può aiutare a riconoscere l’arresto cardiaco.
Una respirazione lenta, affannosa, ansimante o simile a un boccheggiamento non deve essere considerata normale. Se la persona non risponde e respira in modo anomalo, bisogna presumere un arresto cardiaco. In caso di dubbio, le Linee guida raccomandano di iniziare la Rcp.
Chi dispone di un telefono cellulare deve attivare il vivavoce, chiamare subito il numero di emergenza e valutare il respiro seguendo le istruzioni dell’operatore.
Come posizionare le mani
È importante iniziare le compressioni il prima possibile. Si deve appoggiare il palmo di una mano al centro del torace, sulla metà inferiore dello sterno. L’altra mano si deve mettere sopra la prima e si devono intrecciare le dita, così da evitare di esercitare pressione sulle costole.
Le braccia devono essere mantenute dritte e le spalle devono essere portate verticalmente sopra il torace della persona. Se gli indumenti impediscono di individuare correttamente lo sterno, si devono spostare o devono essere rimossi quanto basta per riconoscere il punto anatomico corretto.
Profondità e frequenza
In un adulto, ogni compressione deve:
- raggiungere una profondità di almeno 5 centimetri, senza superare i 6;
- essere eseguita a una frequenza compresa tra 100 e 120 al minuto;
- permettere al torace di tornare completamente alla posizione iniziale;
- essere interrotta il meno possibile.
Tra una compressione e l’altra non bisogna rimanere appoggiati sul torace. La Rcp è più efficace su una superficie rigida. Tuttavia, le Linee guida 2025 precisano che non bisogna spostare una persona dal letto al pavimento per iniziare le manovre. La Rcp va cominciata subito sul letto, aumentando se necessario la profondità delle compressioni per compensare l’elasticità del materasso.
Sole compressioni o ventilazioni
Chi non è addestrato alle ventilazioni deve eseguire compressioni toraciche continue, senza interruzioni. Chi invece è addestrato deve alternare 30 compressioni toraciche e 2 ventilazioni. Durante le ventilazioni bisogna insufflare soltanto la quantità d’aria necessaria a far sollevare il torace, evitando una ventilazione eccessiva.
L’operatore della centrale di emergenza normalmente guida chi non conosce la Rcp nell’esecuzione delle sole compressioni. Se il soccorritore dichiara di essere addestrato anche alle ventilazioni, può essere guidato nella sequenza 30:2.
Il defibrillatore
Il defibrillatore automatico esterno, o Dae, deve essere utilizzato appena disponibile. Chiunque può usarlo, anche senza una formazione specifica.
Una volta acceso il dispositivo, gli elettrodi adesivi devono essere applicati sul torace nudo seguendo le immagini presenti sul Dae e ascoltando le istruzioni audio e visive. Se ci sono più soccorritori, le compressioni devono continuare mentre vengono applicati gli elettrodi. Nessuno deve toccare la persona durante l’analisi del ritmo o l’eventuale scarica.
Dopo la scarica, oppure se il Dae comunica che la scarica non è indicata, bisogna riprendere immediatamente la Rcp. Il dispositivo chiederà generalmente una nuova analisi del ritmo dopo circa due minuti.
Fino a quando continuare
Le compressioni devono proseguire seguendo le indicazioni dell’operatore e del Dae fino all’arrivo del personale sanitario o del team di rianimazione.
Le Linee guida sottolineano inoltre che i cittadini non devono temere di provocare danni iniziando la Rcp in una persona che appare in arresto cardiaco: il rischio di lesioni per la persona soccorsa e per chi interviene è considerato basso.
C’è una cosa da tenere bene a mente. Queste informazioni hanno finalità educative e non sostituiscono l’addestramento pratico alla Rcp e all’uso del Dae. Le stesse Linee guida precisano che i contenuti informativi non devono essere considerati sostitutivi del parere e della formazione di professionisti qualificati.



