Ha scelto il Bresciano per lavorare e ha messo radici a Botticino. E mentre cambiava città, è mutato anche il processo creativo. Marco Trevisan, classe 1988, è di Trieste, ma il lavoro e il fatto che la moglie abbia abitato nella nostra provincia per 10 anni l’ha portato nel Bresciano.
La scelta
«Dopo un decennio d’attività abbiamo pensato che Trieste fosse molto lontana dal fulcro della moda e del design e abbiano scelto di avvicinarci a Milano – racconta – anche se non volevamo immergerci nella caoticità del capoluogo. E così tre anni fa abbiamo traslocato in provincia e da agosto facciamo base a Botticino». E aggiunge: «Lavoro molto con l’estero, Asia e Stati Uniti, e Brescia è comoda anche per questo».

«Marco Atelier» è uno dei laboratori che sarà aperto da ApritiModa nel Bresciano il prossimo fine settimana: qui si potranno vedere i suoi lavori che hanno il pellame come protagonista.
Arte e artigianato
«Negli ultimi tre anni ho cambiato modo di lavorare, anche perché sono cambiati anche i mercati e le esigenze. Nel frattempo mi sono un po’ distaccato dal mondo fashion spostandomi su qualcosa che rispecchiasse maggiormente la mia personalità e ho iniziato a creare oggetti unici, produzioni limitate, sempre col pellame. Il risultato è più artistico. E infatti realizzo anche sculture in pelle e questo si ricollega al mio background con il vetro artistico».
Le sue borse sono sculture da portare a spalla o a mano, i suoi fiori e pannelli gruppi scultorei, bassorilievi o opere visuali. «Non sono un designer e nemmeno un artista – dice –, forse la definizione più giusta è artigiano che crea in base alle ispirazioni e realizza oggetti d’impatto che abbiano una storia da raccontare, con ispirazioni che vengono dal mondo».
In questo senso l’attualità entra prepotentemente in atelier e le creazioni di Trevisan hanno l’obiettivo di far riflettere: «Ci sono una serie di miei pannelli rossi, con quelle onde: qui ho voluto rappresentare il sangue e la violenza nel mondo. È un tema pesante, ma l’obiettivo è proprio quello di far pensare, cercare di far capire il mondo. Negli ultimi anni lavoro così. Per me abbiamo bisogno di tornare alle origini».




