«Sua figlia ha un tumore», ma è una truffa: la voce ricreata con l’AI

Vittima una donna in Franciacorta, alla quale sono stati chiesti 93mila euro per una finta cura: «Al telefono sembrava lei ma era intelligenza artificiale. È stata un’agonia»
La voce ricreata con l'intelligenza artificiale
La voce ricreata con l'intelligenza artificiale
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Una nuova truffa, dall’impatto emotivo devastante, perpetrata con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, sta prendendo sempre più piede anche nella nostra provincia, come hanno confermato i Carabinieri alla donna che, l’altro giorno, si è presentata in lacrime per la denuncia.

La telefonata all’apparecchio fisso di casa è arrivata all’ora di pranzo, in un’abitazione della Franciacorta. Dall’altro capo del filo un uomo dal piglio autoritario e dall’accento lombardo: «Signora, sua figlia ha avuto un malore ed è stata trasportata d’urgenza qui da noi al Civile». Una frase accompagnata ovviamente dall’utilizzo di nomi e cognome corretti.

«Signora mi ascolti – il prosieguo con tono perentorio –, abbiamo fatto una gastroscopia e abbiamo accertato un cancro ad uno stadio avanzato, con metastasi già diffuse in altre parti del corto. A sua figlia purtroppo rimangono dalle 2 alle 6 settimane di vita». Parole pronunciate come un fiume in piena e accompagnate dall’invito a raggiungere la ragazza disperata in ospedale, «in Oncologia, al secondo piano» ha esplicitato la voce, senza dare il tempo alla madre, confusa e affranta, di ribattere.

La voce

«Signora non mi faccia domande e mi ascolti, ho bisogno di parlarle, ma prima le passo sua figlia». E qui l’ulteriore, pesantissimo carico emotivo, con parole pronunciate singhiozzando proprio dalla giovane: «Mamma, ti prego, sto male. Aiutami!».

Non una voce generica o camuffata. Ne è certa la donna che ha denunciato e che due giorni dopo è ancora provata dall’accaduto: «Non era una voce qualsiasi – assicura –. Era la voce di mia figlia. La riconoscerei ovunque. Era esattamente la sua ed è stato terribile sentirle pronunciare al telefono».

Subito dopo la richiesta: «Signora c’è una cura sperimentale perfezionata in Svizzera. Costa 93mila euro. È una cifra considerevole, ma può garantire a sua figlia altri 15 anni di vita».

È a quel punto che l’inganno ha iniziato a rivelarsi: poco credibile una richiesta di denaro da parte di un medico ospedaliero. «Ho recuperato un po’ della lucidità che avevo perso nei primi minuti - racconta la donna - e ho riattaccato il telefono, per cercare di mettermi in contatto con mia figlia. Era al lavoro e mi ha risposto solo dopo molti tentativi. È stata un’agonia. Quando finalmente l’ho raggiunta al cellulare, ho avuto bisogno di una videochiamata per convincermi che stesse davvero bene».

Dai Carabinieri

Si è quindi presentata dai Carabinieri per la denuncia e i militari le hanno confermato il diffondersi di questo nuovo modus operandi, che non prende di mira gli anziani, ma cinquantenni con figli in giovane età. E se alla fine si rivela in molti casi meno credibile di altre varianti, ha un grandissimo impatto emotivo perché fa leva su sentimenti ancora più profondi, provocando un’angoscia che perdura per giorni. Il rischio è che, nel caso a essere presa di mira sia una persona emotivamente fragile, possa avere delle conseguenze davvero gravi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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