Cronaca

Come sono cambiati i Consigli comunali del Bresciano in 10 anni

Genere, età e titolo di studio. Un’analisi su sindaci e consiglieri che muovono la macchina amministrativa bresciana: tutti i dati e i grafici
Giovanna Zenti

Giovanna Zenti

Giornalista

Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

Sindaci e sindache - Immagine creata con ChatGpt
Sindaci e sindache - Immagine creata con ChatGpt

Si è appena conclusa una (piccola) tornata elettorale. I cittadini di dieci Comuni bresciani hanno deciso se confermare o cambiare il proprio sindaco e, al contempo, chi si potrà sedere tra i banchi dei Consigli comunali. Sappiamo che stiamo parlando solamente di dieci paesi, ma con i dati aggiornati dopo queste ultime elezioni possiamo fare un confronto con il 2016. Genere, età e titolo di studio: com’è cambiata la macchina amministrativa bresciana in dieci anni?

I dati

Innanzitutto è bene partire con le precisazioni. I dati analizzati sono quelli del ministero dell’Interno e per il 2016 fanno riferimento al 31 dicembre di quell’anno, mentre i numeri del 2026, come detto sono aggiornati dopo le ultime elezioni. Il paragone tiene in considerazione i membri dei Consigli comunali, dunque sindaci e consiglieri eletti alle urne: nel calcolo rientreranno quindi alcuni assessori dei paesi con meno di 15mila abitanti – che possono ricoprire la doppia carica –, ma non quelli dei paesi che superano questa soglia, visto che una volta in Giunta sono costretti ad abbandonare i banchi del Consiglio. 

È importante ricordare poi che i numeri dei consiglieri del 2016 non è identico a quello del 2026. Al netto di alcuni Comuni commissariati, la spiegazione è data da alcuni cambiamenti a livello legislativo. Nel 2011 il Governo decise di tagliare i costi della politica locale con un decreto che venne poi applicato nelle tornate elettorale successive e che caratterizza i dati di dieci anni fa. Nel 2014 la legge Delrio riaumentò però il numero dei consiglieri, ma molti Comuni non riuscirono a votare con le nuove regole nel 2016. Gli effetti della Delrio si possono quindi vedere nel 2026.

La presenza femminile

Partiamo dalla questione di genere. Nel 2016 le donne sindache erano 36 e gli uomini sindaco 168 (il Comune di Mura era commissariato). Nel 2026 le donne sono diventate 40 e gli uomini sono 163 (in questo caso commissariati sono i Comuni di Serle e Valvestino). Questo significa che la presenza femminile alla guida dei municipi bresciani dieci anni fa si fermava al 17,6% e oggi arriva al 19,7%. 

Tra i banchi del Consiglio comunale la percentuale di donne è più ampia, ma anche in questo caso la crescita non è stata troppo significativa. Nel 2016, su un totale di 2.332 consiglieri, c’erano 1.562 (66,98%) uomini e 770 donne (33,02%). Dieci anni dopo i seggi sono 2.378 con 1.531 uomini (64,38%) e 847 donne (35,62%). 

Attualmente i Comuni con più donne (tra sindache e consigliere) sono Pavone Mella con sei amministratici su nove eletti (66,7%) e Paisco Loveno con 5 su 9 (55,6%). Ci sono poi Seniga, Pertica Bassa, Fiesse, Barghe, Treviso Bresciano, Soiano del Lago e Brione appaiati al 54,5% di presenza femminile (6 donne su 11 eletti). E chiude la top ten Passirano con 7 donne su 13 (53,8%).

Se invece analizziamo i Comuni che sono cambiati di più, al primo posto troviamo Seniga e Bassano Bresciano. Nel primo caso dieci anni fa la presenza femminile era del 18,2% (2 consigliere) ed è balzata al 54,5% (5 consigliere e la sindaca) nel 2026; nel secondo era del 9,1% (una sola donna) ed è arrivata al 45,5% (5 consigliere). Anche a Montirone nel 2016 c’era solo una donna (7,7%) e oggi sono invece 5 consigliere (38,46%). 

Ci sono però anche paesi in cui le donne in Consiglio comunale sono diminuite. A Cevo si è passati da 4 donne su 9 (44,44%) a una su 11 (9,09%). A Capriano del Colle nel 2016 le donne erano 7 su 13 (53,85%), oggi sono 3 su 13 (23,08%). Lo stesso calo percentuale e gli stessi numeri che si sono registrati a Padenghe sul Garda.

Anche a Brescia la situazione e peggiorata per quanto riguarda la presenza femminile. Nel 2016 c’erano 16 consigliere (48,48%), mentre nel 2026 sono diventate 8, a cui si aggiunge la sindaca Laura Castelletti, per un totale di 9 donne su 33 (27,27%).

L’età

Passiamo poi all’analisi sull’età di chi siede in Consiglio comunale. Sindaci e consiglieri sono invecchiati e l’età media in dieci anni è passata da 45,6 a 48,8 anni.

L’aumento è stato maggiore tra le donne. Nel 2016 le donne nel ruolo di sindaco avevano un’età media di 48,4 anni, oggi si è arrivati a 55,7 anni. Tra le consigliere l’incremento è stato più lieve: 42,8 anni nel 2016 e 46,6 anni nel 2026. Anche tra gli uomini il rialzo si è registrato in maniera più netta tra i sindaci: 49,7 contro 54,2 anni. L’età media dei consiglieri è invece passata da 46,4 a 49,3 anni.

Titolo di studio

Con i dati del ministero dell’Interno possiamo analizzare anche il titolo di studio di sindaci e consiglieri bresciani. Nel 2016 i laureati (magistrale o breve) erano 984, a questi si aggiungono 19 persone che hanno delle specializzazioni post laurea o dottorati. In termini assoluti gli uomini con almeno una laurea erano di più (589), ma in percentuale c’erano molte più donne laureate (414 su 806 totali): il 51,36%. La percentuale degli uomini si fermava al 34,05%.

Nel 2026 la situazione è rimasta molto simile (ma dobbiamo considerare c’è una grosse voce «Non indicato» che raggruppa 251 donne e 424 uomini). Con i dati in possesso possiamo dire che tra i banchi del Consiglio comunale 1.030 persone possiedono una laurea. In percentuale le donne sono molte di più: 452 su 887 che rappresentano il 50,96%. Gli uomini sono 578 su 1.694, ossia il 34,12%. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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