Politica

Come funziona il Consiglio comunale? Tutto quello che c’è da sapere

In vista delle elezioni amministrative, inizia una serie di approfondimenti del GdB sul funzionamento degli enti locali: un servizio pensato per i lettori e per agevolare il loro voto consapevole e informato
Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

L'illustrazione di un Consiglio comunale - Immagine creata con ChatGpt
L'illustrazione di un Consiglio comunale - Immagine creata con ChatGpt

Spesso, nelle discussioni politiche, ci si concentra sulle divisioni ideologiche tra destra e sinistra e sui temi che dominano il dibattito nazionale. Più raramente ci soffermiamo sul cuore della pratica amministrativa: la macchina che ogni giorno prende le decisioni che impattano direttamente sulla vita di ciascun cittadino.

Partiamo dagli organi di governo locale. Nei Comuni italiani sono tre gli attori: il sindaco, la Giunta e il Consiglio comunale. Ognuno di questi ha un ruolo specifico e fondamentale. Il sindaco è il responsabile dell’Amministrazione, la Giunta è l’organo esecutivo, mentre il Consiglio comunale ha il compito di indirizzare e controllare le scelte politiche.

Ci concentriamo proprio su quest’ultimo, per capire come funziona e perché è così importante per la nostra quotidianità.

L’organo

Abbiamo detto che il Consiglio comunale si occupa dell’indirizzo e del controllo del Comune. Ma cosa significa? Innanzitutto è importante dire che è un organo collegiale, ossia che il titolare non è una sola persona, ma una pluralità di soggetti. Questi sono eletti direttamente dai cittadini e il sistema funziona su base preferenziale: chi ottiene più voti – sia tra la maggioranza che tra la minoranza – può sedere in aula. 

È il Consiglio comunale ad approvare gli atti fondamentali che regolano la vita del territorio e verifica che le azioni della Giunta siano coerenti con gli indirizzi politici e con le linee programmatiche di mandato. Questi includono il bilancio comunale, che stabilisce le entrate e le spese del Comune, i regolamenti che disciplinano i servizi pubblici e il funzionamento del territorio, e i piani urbanistici che definiscono come deve essere sviluppato il territorio. 

Il Consiglio può anche approvare mozioni e ordini del giorno, che sono atti di indirizzo che impegnano l’amministrazione a prendere decisioni su determinate questioni (ma lo vediamo più in basso).

Le regole

In Italia, il funzionamento del consiglio comunale è disciplinato da una serie di atti normativi che ne definiscono le competenze e le modalità di operatività. Il Tuel (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti locali), introdotto dal decreto legislativo 267/2000, rappresenta la «Costituzione» dei Comuni italiani. Stabilisce le regole generali, come le competenze del Consiglio comunale, il numero di consiglieri in base alla popolazione del Comune e i diritti e doveri dei consiglieri, come il diritto di iniziativa e di interrogazione.

Accanto al Tuel, lo Statuto Comunale è l'atto fondamentale del Comune, che regola l'organizzazione interna e le modalità di funzionamento, inclusi la convocazione del Consiglio, le forme di garanzia per le minoranze e i criteri per la nomina delle commissioni. Infine, il Regolamento del Consiglio comunale è il documento pratico che stabilisce nel dettaglio come si svolgono le sedute consiliari, regolando tempi e modalità degli interventi, la validità delle sedute, l'ordine del giorno e le modalità di voto. Ogni Comune ha il suo Statuto e il suo Regolamento con regole – nei limiti fissati dal Tuel – che possono variare. 

Com’è composto

Il consiglio comunale è composto da un numero di consiglieri che varia in base alla popolazione del Comune. Oltre ai consiglieri, il consiglio è presieduto dal presidente del Consiglio comunale (nei Comuni con meno di 15mila abitanti non è obbligatorio), che viene eletto dai membri stessi del consiglio, e ha il compito di dirigere le sedute e garantire il corretto svolgimento delle discussioni. Il sindaco è membro di diritto del Consiglio, vi partecipa per presentare i progetti e rispondere alle interrogazioni e ha diritto di voto. Partecipano anche gli assessori, ma non hanno diritto di voto. 

Quanti sono dunque i consiglieri:

  • Nei Comuni fino a 3.000 abitanti, il consiglio è composto da 10 consiglieri;
  • da 3.001 a 5.000 abitanti il consiglio è composto da 12 consiglieri;
  • da 5.001 a 10.000 abitanti il consiglio è composto da 12 consiglieri;
  • da 10.001 a 30.000 abitanti il consiglio è composto da 16 consiglieri;
  • da 30.001 a 100.000 abitanti il consiglio è composto da 24 consiglieri;
  • da 100.001 a 250.000 abitanti il consiglio è composto da 32 consiglieri;
  • da 250.001 a 500.000 abitanti il consiglio è composto da 36 consiglieri;
  • da 500.001 a 1 milione di abitanti il consiglio è composto da 40 consiglieri;
  • nei comuni con oltre 1 milioni di abitanti il consiglio è composto da 48 consiglieri. 

Tutti questi numeri comprendono anche il presidente del Consiglio comunale. Nei comuni sopra i 15.000 abitanti, la carica di assessore è incompatibile con quella di consigliere. Se un consigliere viene nominato assessore, deve dimettersi e viene sostituito dal primo dei non eletti della sua lista (surroga).

Come si elegge

Il consiglio comunale viene eletto ogni cinque anni direttamente dai cittadini che risiedono nel Comune (per i cittadini dell’Unione europea c’è una lista elettorale aggiunta). A Brescia votano i residenti di Brescia, a Desenzano quelli di Desenzano e così via. L'elezione avviene tramite un sistema maggioritario o proporzionale con premio di maggioranza, che può variare a seconda della grandezza del comune.

Nei comuni con meno di 15.000 abitanti si applica un sistema maggioritario. Nei comuni più grandi, invece, si applica il sistema proporzionale e c’è la possibilità di esprimere il voto disgiunto e anche di andare al ballottaggio. Il consiglio viene eletto contestualmente al sindaco, e i consiglieri restano in carica per cinque anni, insieme al primo cittadino. 

Chi può essere eletto

In Italia, il diritto di essere eletti in Consiglio comunale viene regolato da norme precise per garantire che chi amministra non abbia conflitti di interesse o problematiche morali. I requisiti di base per essere eletti sono semplici: bisogna essere cittadini italiani o dell'Unione europea (per questi la residenza dev’essere nel Comune dove si candidano), e aver compiuto 18 anni entro il giorno delle votazioni. Per i cittadini italiani non è necessario risiedere nel Comune in cui ci si candida.

Esistono casi di incandidabilità e ineleggibilità per evitare che chi ha commesso reati gravi, come mafia o corruzione, possa accedere a cariche politiche, così come per coloro che ricoprono ruoli che potrebbero influenzare indebitamente il voto, come i funzionari di polizia, i magistrati e i dipendenti comunali che dirigono uffici nel medesimo Comune. Inoltre, il sistema prevede delle incompatibilità, per cui chi viene eletto consigliere deve scegliere tra ricoprire una carica o l’altra (Come detto prima, ad esempio, non si può essere allo stesso tempo assessore e consigliere nel medesimo Comune). 

Dimissioni e decadenza

Un consigliere comunale non può essere licenziato nel senso lavorativo del termine, poiché la sua è una carica elettiva pubblica e non una professione. Tuttavia, può decadere o essere rimosso dalla carica in specifici casi. Se un consigliere decide di dimettersi, la sua scelta è irrevocabile e attiva una procedura di surroga, ossia la sostituzione con il primo dei non eletti della stessa lista. Se la lista è esaurita, il seggio rimane vacante, a meno che le dimissioni non siano tali da far sciogliere l'intero consiglio.

Per quanto riguarda la decadenza, un consigliere può perdere la sua carica per assenteismo: e può essere rimosso per incompatibilità o ineleggibilità se emerge un conflitto di interesse non risolto, come avere un debito pendente con il Comune o ricoprire un ruolo incompatibile con la carica di consigliere. Infine, in casi di gravi violazioni della legge o della Costituzione, il Ministero dell'Interno ha il potere di rimuovere un consigliere, per motivi di ordine pubblico o per atti contrari alla legge.

Come funziona una seduta

Le sedute del Consiglio comunale sono pubbliche e si tengono periodicamente, solitamente ogni mese o ogni due mesi, a seconda delle necessità amministrative. Durante le sedute, il presidente del Consiglio guida i lavori e stabilisce l'ordine del giorno, che include gli argomenti da trattare e le proposte da discutere.

I consiglieri partecipano attivamente, esprimendo le proprie opinioni e votando sui vari punti all'ordine del giorno. Le decisioni vengono prese a maggioranza. Una seduta del Consiglio può includere discussioni su temi locali, approvazione di atti, risposte alle interrogazioni dei consiglieri e aggiornamenti sullo stato di attuazione delle politiche comunali. È possibile che i cittadini partecipino come spettatori, con il diritto di ascoltare le discussioni. In molti casi c’è anche la possibilità di seguire le sedute in diretta streaming. 

Gli strumenti dei consiglieri

I consiglieri comunali hanno a disposizione diversi strumenti per svolgere il loro ruolo di controllo e indirizzo, tra cui:

  • Mozioni. Proposte che impegnano il consiglio a prendere una posizione su un determinato tema, come una politica o un’azione concreta da intraprendere. Possono essere presentate da qualsiasi consigliere e richiedono la discussione e l’approvazione del consiglio. È lo strumento più "forte". Se la mozione viene approvata, il Consiglio impegna formalmente il Sindaco e la Giunta a fare qualcosa. Non è una legge, ma un atto di indirizzo politico che la Giunta non dovrebbe ignorare se vuole mantenere il sostegno dell'aula. 
  • Interrogazioni. Domande rivolte al sindaco o alla giunta per ottenere chiarimenti su questioni di interesse pubblico. Le interrogazioni sono uno strumento di controllo sull'operato dell'amministrazione.
  • Interpellanze. Simili alle interrogazioni, ma più dettagliate, le interpellanze richiedono una risposta scritta o orale su temi che implicano una valutazione politica.
  • Ordini del giorno. Atti che il consiglio adotta per indicare una direzione di azione, esprimere opinioni o avviare un processo decisionale, senza obbligare formalmente la giunta a un’azione specifica.
  • L’accesso agli atti. A differenza di un normale cittadino, il consigliere ha il diritto di ottenere dagli uffici comunali tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del proprio mandato, senza dover motivare la richiesta e senza pagare i costi di riproduzione (entro certi limiti).
  • Mozione di sfiducia. È l'atto politico più estremo a disposizione del Consiglio comunale, perché rappresenta la rottura definitiva del rapporto di fiducia con il sindaco. Per essere presentata, deve essere sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati e deve essere motivata. Se la mozione viene approvata a maggioranza assoluta (la metà più uno dei membri del Consiglio, non solo dei presenti) il Sindaco decade, la Giunta viene sciolta e il Consiglio stesso cessa le sue funzioni. In questo caso, il Comune viene affidato a un Commissario prefettizio fino alle successive elezioni, segnando la fine anticipata del mandato amministrativo.

Interpellanze e interrogazioni

Mentre l’interrogazione è una richiesta informativa che serve ad accertare la verità di un fatto o l'esattezza di un dato (potremmo dire una domanda «tecnica» per sapere se qualcosa è successo), l’interpellanza ha una natura squisitamente politica, poiché mira a conoscere i motivi, le intenzioni e gli orientamenti della Giunta su questioni di rilievo generale.

La differenza con la Giunta

Mentre il Consiglio comunale è l'organo di indirizzo e controllo politico, la Giunta comunale ha un ruolo esecutivo. Il consiglio è composto da consiglieri eletti dai cittadini e si occupa di definire le politiche generali del Comune, approvare atti fondamentali come il bilancio e i regolamenti, e controllare l'operato della Giunta e del sindaco.

La Giunta, invece, è composta dal sindaco e dagli assessori da lui nominati, ed è responsabile dell'attuazione delle politiche decise dal consiglio. Mentre il consiglio stabilisce gli indirizzi, la giunta si occupa di mettere in pratica tali decisioni, gestendo i servizi pubblici, le opere pubbliche e la quotidianità amministrativa. Il sindaco è il presidente della Giunta e coordina il lavoro degli assessori, ma entrambi agiscono in stretta collaborazione con il Consiglio, dal quale devono ottenere il mandato per le principali azioni amministrative.

In definitiva, se il sindaco e la Giunta rappresentano il motore del Comune, il Consiglio ne è il volante e il freno: è il luogo dove le diverse sensibilità della città si confrontano per decidere la direzione comune.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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