Cronaca

Alto Garda, un piano strategico per tutelare l'olivo e il paesaggio

La Comunità Montana lancia una manifestazione d’interesse per costituire un tavolo tecnico dedicato all'olivicoltura
Simone Bottura
La coltura dell'olivo
La coltura dell'olivo

Dopo il lago, è la prima cosa che si nota arrivando sul Garda: la presenza omogenea e diffusa dell’olivo, pianta simbolo del paesaggio benacense introdotta dai Romani (probabilmente nel I secolo d.C.) e coltivata su larga scala già dal Medioevo. Qui si produce olio alla latitudine più settentrionale al mondo. Ma, al di là degli aspetti produttivi ed economici, il lavoro di olivicoltori e coltivatori contribuisce a mantenere, tutelare e valorizzare quel paesaggio che rende celebre il territorio.

Olive - © www.giornaledibrescia.it
Olive - © www.giornaledibrescia.it

Muove da queste considerazioni il «Programma strategico per l’olivicoltura dell’Alto Garda bresciano», avviato con delibera dello scorso 8 aprile dalla Comunità montana Parco Alto Garda bresciano. Ora, con un avviso pubblico, l’ente presieduto da Franceschino Risatti ha aperto una manifestazione di interesse finalizzata a individuare partner e a costituire un tavolo tecnico per l’attuazione del programma strategico.

Le azioni

«La coltivazione dell’olivo – si legge – oltre a rappresentare un’importante attività economica locale, costituisce l’elemento identitario che tradizionalmente ha connotato il paesaggio dell’Alto Garda. Le sistemazioni agrarie, caratterizzate da terrazzamenti con muri in pietra e alberature di ulivo, costituiscono infatti il patrimonio culturale e ambientale tipico del territorio gardesano. La valorizzazione dell’uliveto diventa quindi un obiettivo strategico per la conservazione del paesaggio e la difesa del suolo, oltre che per il sostegno e la promozione del settore produttivo».

L’obiettivo del programma è duplice: da un lato sostenere e innovare la produzione olivicola locale, dall’altro preservare e valorizzare il paesaggio tradizionale, contrastando fenomeni di abbandono e degrado.

Sono previsti diversi ambiti di intervento: accesso a canali di finanziamento (regionali, nazionali ed europei) destinati al recupero degli oliveti e all’innovazione tecnologica; servizi di supporto in ambito agronomico e monitoraggio delle avversità fitosanitarie; formazione e corsi di aggiornamento; interventi coordinati per il ripristino dei manufatti storici (muretti a secco) e il contrasto al dissesto idrogeologico derivante dall’abbandono colturale. Il programma punta sulla partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti per costruire un futuro sostenibile per l’olivicoltura gardesana, trasformando una tradizione secolare in una leva concreta di sviluppo economico.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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