Mattinata di allarmi bomba su alcuni voli partiti da aeroporti europei, da e per l’Italia. Tre aerei sono stati interessati da segnalazioni di possibili ordigni a bordo: un Airbus A320 di Aer Lingus in viaggio da Dublino a Roma, un Airbus A321 di Wizz Air decollato da Milano Malpensa e diretto a Varsavia e un volo Finnair proveniente da Helsinki e atterrato regolarmente a Fiumicino. In tutti i casi sono scattate le procedure di sicurezza previste.
Il volo da Dublino a Roma dirottato in Francia
Il primo episodio ha riguardato il volo EI402 di Aer Lingus, un Airbus A320 partito da Dublino e diretto a Roma, dove era previsto l’arrivo alle 10.30. A bordo si trovavano 151 passeggeri. In seguito a un allarme bomba, il comandante ha deciso di deviare la rotta verso la base aerea militare di Évreux-Fauville, in Normandia, nel nord della Francia, dove l’aereo è poi atterrato.
L’aviazione militare francese ha confermato di avere fatto decollare alcuni caccia per intercettare il velivolo, in seguito al sospetto di un allarme bomba. L’aereo è stato quindi scortato fino a Évreux. Il governo francese, attraverso Matignon, ha fatto sapere di seguire la situazione in tempo reale, secondo le procedure previste.
Il volo Wizz Air da Malpensa a Vienna
Un secondo episodio ha coinvolto un Airbus A321 di Wizz Air, decollato da Milano Malpensa alle 7 e diretto a Varsavia. Anche in questo caso, durante il volo è stata ricevuta una minaccia di bomba e l’aereo è stato dirottato verso Vienna, dove è atterrato.
La compagnia ungherese ha confermato l’accaduto in una nota, precisando che la deviazione è stata disposta nel rispetto dei protocolli di sicurezza e con l’obiettivo di tutelare passeggeri ed equipaggio. Wizz Air ha inoltre comunicato di collaborare con le autorità competenti e di avere adottato tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza delle persone a bordo.
Controlli anche a Fiumicino per il volo Finnair
Un’altra segnalazione ha riguardato un volo Finnair proveniente da Helsinki e diretto a Roma Fiumicino. L’aereo è atterrato regolarmente intorno alle 9.30, scortato da jet dell’Aeronautica militare, dopo alcune segnalazioni anonime relative a un presunto allarme bomba. Una volta arrivato nello scalo romano, sono state avviate le operazioni di bonifica da parte degli artificieri della Polizia, secondo le procedure previste in questi casi. I controlli, secondo quanto riferito da fonti aeroportuali, si stanno svolgendo regolarmente e senza ripercussioni sull’operatività dell’aeroporto.
L’allarme bomba sui voli Helsinki-Roma e Dublino-Roma sarebbe partito da un’unica mail anonima. Il messaggio, scritto in italiano e con l’oggetto «segnalazione minaccia», è arrivato nelle prime ore del mattino agli indirizzi di Adr e di altre società che operano nello scalo romano. A riferirlo sono fonti investigative. Sulla vicenda sono in corso accertamenti della Polizia postale e della Polaria, con l’obiettivo di risalire all’autore della segnalazione. Anche nei giorni scorsi erano arrivate mail in italiano che annunciavano la presenza di ordigni su due voli Ryanair diretti a Roma.
In Europa
Gli allarmi hanno interessato anche altri aeroporti europei. In Bulgaria tre aerei sono stati coinvolti in segnalazioni di possibili ordigni, facendo scattare le procedure di sicurezza negli scali di Sofia e Plovdiv. Due voli, provenienti da Copenaghen e Madrid, sono atterrati all’aeroporto Vasil Levski della capitale, mentre un terzo, in arrivo da Londra, è stato accolto a Plovdiv. Le autorità hanno avviato i controlli su passeggeri ed equipaggi, ma al momento non sono stati segnalati oggetti pericolosi a bordo. Sono in corso verifiche per individuare l’origine delle minacce e sono state rafforzate le misure di sicurezza negli aeroporti.
«Guerra ibrida»
Sulla sequenza di segnalazioni è intervenuto anche il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva e componente del Copasir, ospite di «Agorà Extra» su Rai Tre. Collegato da Dublino, dove partecipa alla Conferenza interparlamentare sulla politica estera, di sicurezza e di difesa comuni, Borghi ha parlato di un’attività pianificata di «guerra ibrida», finalizzata a creare tensione nelle società e mettere sotto pressione le infrastrutture. Secondo il senatore, gli episodi confermerebbero la necessità di una strategia specifica a livello nazionale ed europeo. Borghi ha ricordato che Italia Viva ha presentato in Senato un disegno di legge per istituire un’Agenzia sulla disinformazione e la sicurezza cognitiva, criticando lo stallo sulla gestione della materia tra il sottosegretario Alfredo Mantovano e il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Il senatore ha inoltre attribuito alla Russia la responsabilità degli allarmi, sostenendo che la guerra ibrida sia parte dello sforzo bellico di Mosca. Una valutazione politica che, allo stato delle informazioni disponibili, non costituisce un accertamento investigativo sull'origine delle singole minacce. Borghi ha infine chiesto di ammodernare la rete infrastrutturale e di aprire una discussione pubblica sull'impiego delle risorse previste dal Ddl Difesa, rivendicando il ruolo delle commissioni parlamentari nelle decisioni strategiche.



