Cronaca

«Perché non compro casa? Con l’affitto mi libero più in fretta»

Matteo ha 28 anni e sta per trasferirsi in città: «Per il mutuo attendo una soluzione più definitiva, anche se per i contratti di locazione ho trovato prezzi assurdi e richieste folli»
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

Chiavi di casa
Chiavi di casa

Comprare casa non è alla portata di tutti. Lo sarebbe, sulla carta, per Matteo, che vive una situazione simile a quella di Francesco: famiglia solida alle spalle, e di conseguenza la prospettiva di poter contare su un sostegno concreto in fase d’acquisto.

Matteo va per i ventinove anni ed è in procinto di trasferirsi in città. Lo farà firmando un contratto di locazione: «Preferisco attendere qualche tempo prima di comprare casa. Soprattutto perché è la prima esperienza da solo, e non mi vedo lì per sempre. Accendere un mutuo, a mio avviso, ha senso per una soluzione più definitiva, non per un appartamento nel quale programmi di stare al massimo per qualche anno».

Le ragioni

E pensare che Matteo avrebbe l’età perfetta per accedere a mutui agevolati, con tassi calmierati. Una consapevolezza che non scalfisce le sue convinzioni: «Ho comunque davanti a me diversi anni per approfittarne. So che un mutuo non ti lega in eterno alla casa che compri, perché puoi sempre venderla per finanziare un altro acquisto. Ma di certo non puoi farlo con la stessa disinvoltura e rapidità con le quali disdici un contratto d’affitto, per il quale bastano pochi mesi di preavviso».

Le difficoltà

La ricerca di un appartamento che venisse incontro alle sue esigenze, racconta comunque Matteo, è stata laboriosa: «Ci ho messo diversi mesi, più di quanto pensassi». Un dedalo di annunci, visite e condizioni imposte dai proprietari: «Alcune le ho trovate particolarmente fuori luogo».

Matteo cita un esempio: «Molti chiedono di garantire nero su bianco, nel contratto, la permanenza per almeno due anni. Parlando con qualche agente immobiliare più incline di altri a trattare con onestà i clienti, ho scoperto che è una cosa che non si potrebbe proprio fare».

Poi c’è il capitolo dei prezzi: «Spropositati. Ho trovato stanze da meno di venti metri quadri a più di cinquecento euro al mese. Sei in centro, ma è comunque una follia. La verità è che oggi, almeno a Brescia, se vuoi vivere da solo in affitto devi accettare di spendere, tra utenze e spese condominiali, almeno ottocento euro. Altrimenti conviene desistere».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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