Sostenibile e antispreco: l’abbigliamento second hand che conquista Brescia
Colorato, sostenibile e antispreco. È il second hand: la compravendita di capi di seconda mano che sta conquistando anche i bresciani. Lo smaltimento di vestiti, si sa, è un problema che si ripresenta ogni anno, specie durante il cambio di stagione. Indumenti che da troppo tempo non vengono usati perché troppo vecchi, usurati o semplicemente perché non piacciono più. Dare una seconda vita agli articoli non è solo un modo per guadagnare, ma rappresenta anche una scelta sostenibile per l’ambiente.
Piattaforme online
Oggi sempre più i consumatori scelgono l’abbigliamento second hand e il merito va, in primis, alle piattaforme che stanno spopolando online: Depop, Vestiaire Collective e Vinted, per citarne alcuni. Quest’ultima, rispetto ad altre, ha zero commissioni sul venduto e spedizioni a prezzi contenuti, oltre a un metodo di vendita semplice: criteri che la rendono una delle più utilizzate.
Vinted infatti propone un metodo di vendita semplice. Un’immediatezza che ha permesso a quest’app, e ad altre, di diffondere una maggiore sensibilità ambientale e di sfatare, in parte, un mito: quello per cui i vestiti usati sono scadenti e usurati.
A Brescia: Archivio Brescia
A mancare è però il valore dell’esperienza: osservare, toccare e provare gli articoli. Ma per fortuna esistono negozi in cui è possibile vivere in modo autentico lo shopping
E nella nostra città ce ne sono diversi: tra i primi che hanno aperto, nel 2009, spicca Archivio Brescia. Qui i clienti possono acquistare vestiti, accessori o scarpe, oppure vendere i propri vestiti: «La mia selezione è orientata alla qualità dei materiali – spiega il proprietario Alberto Gatti –. Cerco capi longevi che abbiano un senso oggi, ma anche tra 20 anni».

Non solo riuso quindi, ma soprattutto vintage. «Il primo ha un valore positivo in termini di minor consumo – prosegue il 43enne –. Il secondo invece ha qualcosa in più rispetto a un prodotto normale e chi lo acquista ha cognizione del suo valore». Motivo per cui la scelta del prezzo è complessa e prende in considerazione vari criteri tra cui «il costo iniziale, le condizioni di uso, la richiesta del mercato, la continuità del brand nel proporre certi modelli e la vestibilità».
Okidoki Brescia
Tra i punti vendita più giovani invece c’è Okidoki Brescia, attivo da soli quattro mesi, ma con una clientela già consolidata. Anche qui la scelta è vasta: abiti coloratissimi, stili differenti e prezzi accessibili. A guidare l’attività è Federico Casagrande, 24enne, spinto da una forte passione. «Il negozio in realtà era aperto da diverso tempo – spiega il bresciano originario di Manerbio –. Era gestito da una ragazza che, non essendo riuscita a far decollare l’attività, me l’ha ceduta».

Okidoki è un negozio di franchising e tra le realtà più affermate nei capi second hand: «Sono associato a loro. Non do nulla in termini di vendita. Semplicemente grazie alla mia attività il loro nome cresce». Per Casagrande la scelta di portare avanti il business in città ha presupposti precisi: «Brescia ha un grande potenziale, è una città con ampi margini di crescita dove il riuso può davvero decollare».
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