Cronaca

«Il mondo cambia, la Fai rimane la casa degli autotrasportatori»

I presidenti Piardi e Petrogalli celebrano i 50 anni dell’associazione provinciale: «Una sola impresa segnala un problema, una federazione può trasformarlo in proposta di legge»
Angela Dessì
I 50 anni di storia della Fai di Brescia celebrati alla Cantina Bottenago di Polpenazze
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I 50 anni di storia della Fai di Brescia celebrati alla Cantina Bottenago di Polpenazze

Se c’è un filo rosso a legare tra loro i 50 anni di storia della Fai di Brescia, celebrati alla Cantina Bottenago di Polpenazze, è senza dubbio quello dell’unità. Perché, dice dal palco il presidente Sergio Piardi, «una sola impresa può segnalare un problema, ma una fed

razione può trasformare quel problema in una vertenza, in una proposta, in un tavolo istituzionale, in una norma, persino in un servizio». Ed è proprio in queste parole che sta tutta l’anima del progetto portato avanti dalla Fai provinciale (oggi della Lombardia Orientale, a comprendere anche Mantova e Cremona) dal 1976 ad oggi: dare una casa agli autotrasportatori, ma una casa che non fosse solo un luogo fisico in cui incontrarsi, ma una vera «identità», una filosofia di vita con cui affrontare ogni giorno il futuro. Insieme, appunto.

Sulla strada

«Dal 1976 ad oggi il mondo del trasporto è cambiato profondamente, ma non è cambiata la ragione per cui la Fai esiste: sostenere i trasportatori», chiarisce il presidente Piardi che ringrazia tutti coloro che hanno reso la federazione bresciana quella che è: un «faro nel panorama nazionale», come la definisce la segretaria della Fai nazionale, Carlotta Caponi. In primis, il «leone» (dice ancora Caponi) Antonio Petrogalli, presidente onorario di Brescia come della Fai nazionale, che emozionato innanzi alla platea racconta: «Mio padre mi ha messo sul camion e poi si è dimenticato di venirmi a prendere, ed ho trascorso la mia vita sulle ruote. Siamo la categoria ce fa la differenza sull’economia del Paese ma sembra che questo non basti per avere un occhio di riguardo verso di noi, ma abbiamo saputo tirare fuori le unghie e costruire la nostra casa, e poi l’abbiamo riempita».

Il presidente della Fai di Brescia, Sergio Piardi
Il presidente della Fai di Brescia, Sergio Piardi

La squadra

«L'autotrasporto è la spina dorsale del nostro Paese: da esso dipendono la continuità delle filiere produttive, l’approvvigionamento dei territori e la competitività dell’intero sistema economico. Per questo il Governo intende mantenere un dialogo costante con la categoria e continuare ad assicurarle la vicinanza e l’attenzione che merita», ha detto l’onorevole Giangiacomo Calovini, riportando un messaggio ufficiale del ministro per gli Affari europei Tommaso Foti. «L’intesa del 22 maggio scorso con il Governo è stata possibile solo perché l’autotrasporto a Palazzo Chigi si è presentato con una voce sola» ha invece sottolineato il presidente nazionale della Fai Paolo Uggè, plaudendo alla strada tracciata dall’associazione bresciana e indugia sulla necessità di «essere sempre una squadra compatta» e non dimenticare mai «la centralità dell’uomo».

La cerniera

Un tema sul quale si sofferma anche il presidente di Fai Service, Fabrizio Palenzona, che chiama a raccolta gli altri mondi, quello dei coltivatori diretti in primis, ricordando il ruolo «da cerniera» che trasporto e logistica da sempre ricoprono; Franco Fenoglio del Cda Italfer la pensa allo stesso modo e ricorda che, proprio in virtù di tale ruolo di raccordo, trasporto su gomma e trasporto su rotaia «devono parlarsi e lavorare insieme». E se Giorgio Colato, alla guida dell’Istituto Mario Remondini, plaude alla sinergia con in Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla formazione di «intere generazioni di autotrasportatori», l’europarlamentare Massimiliano Salini calca la mano sulla valorizzazione della cultura d’impresa e l’onorevole Silvia Sardone sull’errore di una politica che «tutela l’ambiente strozzando l’economia».

Sul palco del 50esimo della Fai anche l’europarlamentare Carlo Fidanza, gli assessori regionali Claudia Maria Terzi e Giorgio Maione, il vicesindaco di Brescia Federico Manzoni e il consigliere provinciale Paolo Fontana, passando anche per il viceprefetto aggiunto Rossella Bucceri e il vicario episcopale don Maurizio Rinaldi.

A tessere le fila della giornata, l’immancabile Giuseppina Mussetola, dalla segreteria nazionale ribattezzata «la donna Fai per eccellenza»: a lei, vera padrona di casa di tutti gli autotrasportatori bresciani, spetta l’onore di concludere la mattinata con la consegna dei riconoscimenti alla dirigenza ed ai consiglieri.

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