Il Caterina de’ Medici partecipa per la prima volta alla «school edition»

Francesca Roman
La scuola alberghiera di Gardone Riviera debutta quest’anno a Chef per una notte. Gli studenti lavoreranno con olio e vino della Cantina Franzosi, sotto la guida dello chef Beppe Maffioli
L'istituto Caterina de' Medici partecipa per la prima volta a Chef per una notte
L'istituto Caterina de' Medici partecipa per la prima volta a Chef per una notte
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Una scuola «glocal», inclusiva e richiesta dal territorio. Si prepara al suo esordio davanti alle telecamere di Chef per una notte «school edition» l’istituto alberghiero Caterina de’ Medici di Gardone Riviera, per la prima volta protagonista del nostro format.

La quinta puntata, in onda sabato 14 marzo su Teletutto, vedrà la scuola gardesana cimentarsi ai fornelli dell’aula magna di Cast sotto la supervisione di chef Beppe Maffioli del ristorante Carlo Magno di Collebeato.

Nuova opportunità

«Finalmente siamo riusciti a intercettare questa bella opportunità – commenta la dirigente scolastica Marialuisa Orlandi –. Gli studenti di quarta cucina e quarta sala potranno imparare a riflettere in autonomia, interpretando la sfida, per poi dare il meglio insieme».

A guidarli ci saranno i professori Vincenzo Mansi e Artur Vaso (secondo miglior sommelier d’Italia nel 2025) e il coordinatore Andrea Marmentini. «Sono agitati da morire – confessa Orlandi –, le telecamere fanno sempre un certo effetto, anche se si stanno allenando molto».

Cucina aperta al mondo

Gli ingredienti con cui i gardesani dovranno realizzare i due finger food richiesti sono prodotti di casa: l’olio e il vino della Cantina Franzosi di Puegnano, che per la prima volta è partner di Chef per una notte. «Eppure vi stupiremo – assicura la dirigente –, perché abbiamo voluto creare un incontro tra la nostra cucina tradizionale e la cultura orientale. Del resto, è qualche anno che, come istituto, lavoriamo su questa «fusion» in tutte le materie, ospitando, per esempio, uno chef e un artista giapponese».

I ragazzi a contatto con la cultura orientale
I ragazzi a contatto con la cultura orientale

«Cerchiamo di essere una scuola “glocal” – specifica quindi Orlandi –, nel senso che proviamo a valorizzare il locale senza tralasciare il globale: siamo molto legati al nostro territorio, infatti tutte le attività di Pcto degli studenti sono in strutture della zona, mentre all’estero li selezioniamo solo per progetti Erasmus, ma al contempo cerchiamo di intercettare le novità e le tendenze internazionali, proprio come la cucina fusion, che oggi è di gran moda tra i giovani».

Scuola e comunità

Come lo è, del resto, il finger food, con cui gli studenti del Caterina de’ Medici hanno già parecchia confidenza. «Molto spesso cogliamo le esigenze dei Comuni di riferimento (oltre a Gardone Riviera, l’Ipseoa Caterina de’ Medici ha una sede anche a Desenzano, ndr) e di altre istituzioni per catering e banchetti – racconta Orlandi –, e la formula migliore per gestirli sono proprio queste porzioni piccole e facili da mangiare, che creano convivialità. Per esempio, da due anni partecipiamo alla rassegna Giardini d’Agrumi a Gargnano, dove portiamo un menù di finger food per trecento persone».

«Siamo sempre coinvolti e presi in grande considerazione dal territorio – aggiunge la dirigente con orgoglio – e questo ci fa sentire una parte importante della comunità».

Progetti scolastici inclusivi

Un altro aspetto che dà lustro alla scuola gardesana è l’altissimo tasso di alunni con disabilità e i relativi progetti inclusivi. «La percentuale totale nelle due sedi è del 12 per cento – specifica Orlandi –, ma nella sola sede di Gardone abbiamo 50 alunni diversamente abili su 250. Abbiamo quindi tante attività loro dedicate, nei diversi indirizzi».

Il Progetto Frutta Merenda, per esempio, coinvolge i ragazzi sia nella gestione delle ordinazioni all’interno delle aule, sia nella preparazione e porzionatura della frutta in cucina, ma anche nella distribuzione delle vaschette e nell’incasso del guadagno, con l’eventuale calcolo del resto.

«Gli studenti diversamente abili – prosegue la dirigente – sono anche coinvolti nella gestione della Caffetteria di Caterina, il bar della scuola, nella preparazione di dolci, anche per eventi speciali, e nella realizzazione di addobbi per eventi, nonché impiegati in attività di accoglienza turistica negli Infopoint dei Comuni o negli alberghi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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