Il Mantegna sceglie l’inclusione e punta sulle esperienze all’estero

Francesca Roman
L’istituto alberghiero di Brescia torna anche in questa edizione della «school edition» di Chef per una notte. La classe di quinta lavorerà con i prodotti di Metelli Frutta sotto la guida dello chef Andrea Leali
L'istituto Andrea Mantegna parteciperà anche a questa edizione di «Chef per una notte»
L'istituto Andrea Mantegna parteciperà anche a questa edizione di «Chef per una notte»
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Una fortissima vocazione all’inclusione, un grande impegno negli stage di lavoro all’estero e una collaborazione di lunga data con Slow Food, tanto da essere stata la prima scuola alberghiera in Italia ad entrare nell’alleanza dei cuochi.

È anche per questi motivi che l’istituto Mantegna di Brescia, nuovamente protagonista della «school edition» di Chef per una notte in onda da sabato 14 febbraio su Teletutto, è tra le eccellenze della formazione di settore nella nostra provincia.

Progetti scolastici

«Per quanto riguarda l’aspetto professionalizzante – chiarisce il dirigente Giovanni Rosa – il nostro impegno principale resta quello dell’alternanza scuola lavoro: tutti i nostri ragazzi fanno lo stage, e questo ci consente di avere contatti con tante realtà della ristorazione bresciana, e quindi una diffusione capillare sul territorio. Per gli studenti è un’attività che li aiuta a orientarsi nel mondo del lavoro».

«Inoltre – prosegue Rosa – dal 2021 abbiamo un accreditamento all’unità di gestione di Erasmus Plus, che ci consente di offrire ai nostri migliori studenti delle classi quinte uno stage di lavoro all’estero, negli ultimi anni in particolare in Irlanda, Germania, Portogallo e Spagna. Siamo capofila di un consorzio che raccoglie 11 alberghieri delle quattro province dell’East Lombardy, e mandiamo circa un centinaio di studenti all’estero. È un premio all’eccellenza dei nostri ragazzi: un’esperienza di immersione linguistica e culturale, ma anche di autonomia».

Scuola inclusiva

La scuola cittadina vanta anche una fortissima vocazione all’inclusione: «Quest’anno – racconta il dirigente – abbiamo in corso 123 ragazzi disabili, pari a quasi il 10 per cento dell’intera popolazione scolastica, ai quali si aggiunge un altro 10 per cento di studenti con bisogni educativi speciali. Per noi è motivo di orgoglio avere per loro una proposta progettuale ad hoc, chiamata “Laboratorio degli apprendimenti”, con attività che spaziano dal supporto al bar e al ristorante didattico (che è per l’istituto anche un’importante forma di autofinanziamento, grazie all’organizzazione di eventi interni, come cene aperte al pubblico, ed esterni, come buffet e catering, ndr), alla gestione dell’orto scolastico, dalla pet therapy con cani e asinelli per abituarli all’affettività, ai laboratori di fitness, di musica, di manualità e di approccio agli strumenti digitali».

Il leprotto che vive nell'orto didattico
Il leprotto che vive nell'orto didattico

«Quest’anno – prosegue Rosa – abbiamo anche vinto un bando per offrire corsi di alfabetizzazione a 64 studenti stranieri che non hanno ancora competenze complete in italiano: organizziamo uscite sul territorio e un corso di teatro, per incentivare non solo lo sviluppo della lingua, ma anche le competenze culturali».

Collaborazione con Slow Food

Un altro progetto significativo che il Mantegna sta sviluppando da anni è la collaborazione con Slow Food. «Nel 2021 siamo stati la prima scuola alberghiera in Italia a entrare nell’alleanza dei cuochi – chiarisce il dirigente –, e quest’anno abbiamo promosso il progetto “Cerchi un food, c’è Slow Food”, che ha una valenza non solo alimentare ma anche culturale: gli studenti incontrano in classe i produttori di nicchia, come quelli dei broccoletti di Custoza o del formaggio della Valtellina Storico Ribelle, per poi utilizzarli in cucina e al bar».

Una delle collaborazioni con Slow Food
Una delle collaborazioni con Slow Food

È questo, secondo Rosa, lo stesso valore aggiunto che ha la nostra iniziativa di Chef per una notte. «I ragazzi collaborano con lo sponsor e devono creare delle ricette che siano anche coerenti con la filosofia del prodotto». Quest’anno sarà coinvolta la classe di quinta pasticceria, guidata dal professor Vincenzo Sessa, che si dovrà cimentare in due finger food realizzati con la frutta e la verdura di Metelli Frutta, sotto la supervisione dello chef Andrea Leali di Casa Leali di Puegnago. «Prepareremo una tartare salata di frutta e verdura marinata a crudo – anticipa il docente – e un dolce con pere e nocciole a forma di tacos».

«Siamo veramente contenti di partecipare nuovamente – assicura il dirigente scolastico –, perché è un contest che stimola i ragazzi a dare il meglio in un circolo virtuoso, con la possibilità di imparare senza dover decretare a tutti i costi un vincitore. Inoltre è uno strumento interessante anche per capire come funziona il mondo dell’informazione, cosa che nella ristorazione contemporanea è fondamentale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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