Impresa e attività ricettiva: il Cfp Canossa si prepara al futuro

Francesca Roman
Il Cfp Canossa chiude la terza «school edition» di Chef per una notte lavorando sui prodotti Coop sotto la guida dello chef Diego Papa. Una scuola che punta sul progetto scuola-impresa, tra ristorante didattico, filiera interna ed Erasmus
La tradizionale serata con il gruppo alpini di Sarezzo
La tradizionale serata con il gruppo alpini di Sarezzo
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Una scuola alberghiera che fa impresa e proietta gli studenti nell’attività ricettiva a tutto tondo. L’ottavo e ultimo protagonista della terza «school edition» di Chef per una notte è il Cfp Canossa di Brescia, che sabato 11 aprile chiuderà le puntate registrate nell’aula magna di Cast.

Come ogni anno, la trasmissione televisiva si concluderà con la serata dedicata alla mise en place e la cena finale al ristorante Carlo Magno di Collebeato.

I ragazzi di quarta sala e cucina del Canossa, guidati dai professori Paolo Pesce e Marco Abbondini, si cimenteranno con i prodotti Coop, e dovranno dimostrare il loro valore a chef Diego Papa, del ristorante Gaudio di Barbariga.

«Il finger food è stata una nuova sfida – commenta chef Abbondini –, che sicuramente ha dato ai nostri studenti la possibilità di confrontarsi con le nuove richieste del mercato». «Anche il partner è stata una nuova scoperta – prosegue il professore di cucina –: Coop ci ha messo a disposizione migliaia di prodotti, e la nostra idea è stata creare le due ricette, un tentacolo di polipo e una lasagnetta, utilizzando solo questi, in particolare la linea Libera Terra».

Progetto scuola-impresa

Il Cfp Canossa si differenzia dalle altre scuole alberghiere della provincia per il progetto di scuola-impresa: gli studenti di tutti gli indirizzi gestiscono a tutti gli effetti una microimpresa, con l’aiuto dei docenti di tutte le materie. «Da più di dieci anni – chiarisce Valentina Faini, coordinatrice didattica del settore alberghiero –, abbiamo avviato questa sorta di filiera produttiva all’interno della scuola, che parte dalla produzione di olio, miele, frutti rossi, verdura e piante, di cui si occupano gli studenti del corso di florovivaismo. Questi prodotti vengono stoccati dai ragazzi del nuovo corso di logistica e impiegati durante le esercitazioni pratiche in cucina, sala e bar».

Ruolo centrale nel progetto scuola-impresa è occupato dal ristorante didattico, aperto al pubblico e gestito ogni anno dalle classi terze per tre fine settimana al mese da gennaio a marzo. Gli studenti del quarto, invece, si occupano di organizzare qui sette eventi all’anno, come lo spiedo con gli alpini dello scorso novembre: «Sviluppano il menù dal punto di nutrizionale e anche grafico – chiarisce Faini –, studiano il budget, curano le decorazioni floreali, si occupano delle prenotazioni, dell’accoglienza, della cassa e ovviamente del servizio. È un approccio al mondo del lavoro altamente formativo».

Collaborazioni, corsi e laboratori

A questi eventi, si aggiungono le collaborazioni che il Canossa mantiene durante tutto l’anno, come i corsi serali in partnership con Slow Food e l’appuntamento con la Nazionale italiana ristoratori. «Con loro – annuncia Abbondini –, il 9 marzo i ragazzi disputeranno una partita di calcio, e poi cucineranno insieme».

Il Cfp Canossa si occupa di formazione in maniera trasversale, promuovendo attività per adulti e imprese, e corsi amatoriali per un ampio pubblico.

Attività insieme ai bambini delle elementari
Attività insieme ai bambini delle elementari

Tantissimi sono anche i laboratori per le scuole dell’infanzia ed elementari. «Un progetto molto emozionante – commenta la coordinatrice didattica –, nel quale sono i nostri studenti di cucina o di florovivaismo a insegnare ai più piccoli. Ogni anno coinvolgiamo almeno quindici scuole del territorio bresciano, ed è bello vedere questo passaggio di testimone in modalità giocosa».

Altro tratto distintivo della scuola cittadina è la collaborazione con la Croce Blu di Brescia, che propone ai ragazzi del terzo anno l’abilitazione all’uso del defibrillatore, con tanto di diploma da parte di Areu.

Erasmus

Il prof Abbondini con alcuni studenti del Cfp Canossa
Il prof Abbondini con alcuni studenti del Cfp Canossa

Infine, gli scambi con l’estero, che riguardano studenti e professori. «Con il progetto Erasmus – conclude Faini – i nostri ragazzi possono fare esperienze lavorative di studio all’estero nella Comunità europea, ma anche noi docenti ci spostiamo per insegnare ad altri la nostra cucina italiana. Ad esempio, l’anno scorso il professor Abbondini è stato ad Amsterdam in una scuola che ha in gestione un albergo. Anche noi, a nostra volta, ospitiamo chef da altri Paesi, in uno scambio formativo reciproco».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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