Le infinite possibilità del fissare il vuoto e gli unicorni

Cosa fare ad aprile quando è Festa? Fissare il vuoto, al contrario di quanto si possa essere portati a credere, è un’ attività che si esplica in molti modi. Può essere statica o dinamica, mistica o culinaria, divertente o trascendente oppure tutte queste cose e altre in contemporanea. Non consiste nell’arieggiare in modo aspecifico i neuroni e neppure nello sforzarsi di non pensare a nulla. Nemmeno nel cacciare via la coscienza dei mali del mondo, nel disinteressarsi agli altri. No, fissare il vuoto è diverso.
È un temporaneo e controllato svuotamento della mente che si attua all'unico scopo di rimuovere polvere, ragnatele e brutture interiori assortite che appesantiscono e rendono unti e spiacevoli i pensieri. È alleggerirsi, lanciare lo sguardo lontano, ampliare l’immaginazione, spegnersi per rinnovarsi, scrutare l’orizzonte per intravedere nuove speranze, ricostituire le forze, migliorare. Lì, ai confini di tutto, nello slancio di una primavera non ancora allungata verso l'estate, c’è lo spunto per rifiorire. Di più, per rinascere.
In alternativa si possono fissare gli unicorni. Mentre il vuoto non si vede ma esiste, gli unicorni sono concettualmente più complessi da trattare, poiché si vedono ma non esistono. O meglio esistono solo per chi li sa riconoscere, ha il potere di crearli o, dote incommensurabile, di renderli visibili al prossimo.
Si nascondono nei prati, tra le nuvole, nelle stoviglie delle trattorie, in palazzi, in un coccio antico, nelle chiese. Ovunque. Occhieggiano dagli affreschi, stanno in bilico in cima alle statue.
Puoi scegliere se credere o meno in loro e, se decidi d’ignorarli, rinunceranno e non li vedrai più. Altrimenti li troverai da te. Peccato sprecare un aprile e forse gli anni a venire per non aver avuto il coraggio di cogliere l’occasione unica di dare forma e sostanza a ciò che non a tutti è dato incontrare. Si chiamano sogni e vanno coltivati con fatica, altro modo non c’è.
Oltre al vuoto e agli unicorni che altro si può ammirare in queste giornate di sole e/o pioggia? Il lago? Sì, la vista dall’alto su Eridio, Sebino, Benaco. A scelta. Quest’ultimo peraltro è un ottimo punto di partenza per abbracciare la prima occupazione proposta.
Seduti sulla riva di una spiaggia del Garda, che sia Desenzano, San Felice o Gargnano, si può osservare il nulla scivolare sulla superficie increspata e vederlo trasformarsi in unicorni danzanti sulle onde. No, non è qualcosa che presuppone l’intervento di un esperto di disturbi mentali, bensì un’esperienza curativa, oltre che liberatoria. E lì, all’improvviso, nel punto infinito e infinitesimo in cui comprendi appieno la tua piccolezza e debolezza, sentirai in te la forza e la grandezza che prima di oggi, qualsiasi oggi sia, non sapevi di avere. «Si modella l’argilla per fare un vaso, ma è il vuoto interno a renderlo utile» (Lao Tzu).
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