Whatsapp, Facebook e Instagram ko contemporaneamente. Un blackout sperimentato lunedì da circa 3 miliardi di utenti dei social della galassia di Mark Zuckerberg. Tutta colpa di un’errata procedura che ha di fatto cancellato la «mappa» virtuale con cui i server del colosso americano vengono resi «accessibili» agli utenti. Un guaio tecnologico, in sé risolto in poche ore, che ha però svelato una fragilità diffusa.
Chi si è trovato privo di strumenti di lavoro, chi è migrato in fretta sulle piattaforme superstiti - come Twitter o Telegram -, pur di non cadere nel silenzio digitale. Una lettura al riguardo viene da chi si occupa in prima linea di dipendenze digitali, come il dottor Paolo Di Marco, psicologo e psicoterapeuta, referente clinico di Spazio Off, servizio di presa in carico di persone affette da «net disorders e addictions») che fa capo alle Coop Fraternità e opera a Brescia (viale Italia 26, tel. 388.5765174).




