Vietato usare l’acqua potabile per annaffiare giardini e «orti non professionali», lavare cortili o macchine e riempire fontane o piscine. Pena multe da cento euro. Con un’ordinanza sindacale fresca di pubblicazione, anche Manerba entra nel lunghissimo elenco di Municipi bresciani che impongono ai cittadini una serie di limitazioni all’uso di una risorsa preziosa e, purtroppo, scarsissima, come l’acqua.
Regole e sanzioni
Tra gli ultimi Comuni ad aver varato regole di questo genere c’è quello di Tignale, che ha previsto, però, una deroga «per usi irrigui e per il rabbocco delle piscine private dalle 5 alle 7». Recente è anche l’ordinanza del sindaco di Toscolano Maderno: lì l’irrigazione di prati e giardini è vietata dalle 7 alle 23. Provvedimenti simili, si diceva, sono stati adottati da una sessantina di Comuni dalla pianura ai monti, passando per i laghi. Lo spirito delle ordinanze è sempre lo stesso: invitare a «un uso razionale e corretto dell’acqua potabile, riconoscendo la massima importanza della collaborazione attiva di tutti i cittadini».




