Vaccini: i docenti hanno l'appuntamento ma non l'sms

La richiesta di vaccinazione l’hanno fatta sul portale di Regione Lombardia, l’sms di convocazione con i dettagli dell’appuntamento non è ancora arrivato, e i docenti provano a sbirciare nel fascicolosanitario elettronico dove - per qualcuno - giorno e ora dell’attesa puntura sono stati già inseriti.
Nessuna comunicazione ufficiale (e al momento non è dato sapere se effettivamente l’indicazione nel fascicolo sarà confermata tale e quale dall’sms che arriverà solo a ridosso dell’appuntamento), ma il tam tam delle chat dei docenti sta già girando a pieno ritmo. C’è chi vi ha trovato la convocazione per il 15 marzo, chi per il 23, chi ancora non ha trovato nulla.
Per chi ha già trovato risposta, quanto meno c’è la possibilità di farsi trovare pronto per l’appuntamento, e la conferma che la prenotazione sia andata a buon fine.
Chi invece non è soddisfatto, ed ha espresso le proprie perplessità in una lettera indirizzata ai vertici della Regione, al sindaco e ai consiglieri del Comune di Brescia, e al direttore di Ats, sono le educatrici e le ausiliarie di nidi cittadini.
«Alla nostra categoria lavorativa viene riconosciuto il rischio biologico, in quanto lo svolgimento dell’attività educativa nel nido non prevede alcundistanziamento nella relazione con i piccoli, e l’ovvio non utilizzo della mascherina da parte di questi ultimi rende ancora più rischiosa la reciproca tutela» scrivono.
«Ad oggi ci risulta che Regione Lombardia abbia previsto il piano vaccinale che prevede il vaccino per il personale delle istituzioni scolastiche statali (...) e solo successivamente verrà inserito quello delle scuole pubbliche e paritarie» sottolineano, aggiungendo di confidare «nall’inserimento con priorità di tutto ilpersonale dei servizi educativi nel piano vaccinale». Un appello al presidente della Repubblica e una sollecitazione ai vertici della sanità nazionale e regionale «a vaccinare subito le persone con disabilità e i loro caregiver familiari» è stato lanciato anche dalle famiglie aderenti ad Anffas territoriale e nazionale, mentre a livello nazionale si sta muovendo l’associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico, chiedendo il vaccino prioritario anche per le badanti che si occupano degli anziani a domicilio.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
