Un esercito di 2.635 volontari in campo per la missione vaccini
Un esercito di uomini e donne mobilitato per l’allestimento e l’attività logistica dei punti vaccinali della provincia e sulle cui spalle si regge la buona riuscita dell’intera campagna di vaccinazione bresciana. Nei giorni scorsi l’aveva detto il sindaco di Gavardo, Davide Comaglio, con riferimento al centro vaccinale allestito nel comune valsabbino: «Senza i volontari, questo hub sarebbe chiuso, perché a parte i medici e gli infermieri che arrivano dalle aziende sociosanitarie, per il resto è tutto a carico dei volontari».
Ma basta visitare i diciotto centri distribuiti nel territorio provinciale, da Edolo a Castelletto di Leno, da Lonato ad Iseo, attraverso valli, laghi e pianura bresciana, per fare proprie queste parole. Quotidianamente sono impegnati 154 volontari di Protezione civile, che dal 24 febbraio si occupano dell’attività di accoglienza e orientamento della popolazione, anche in fase di registrazione, gestiscono il flusso interno alla struttura vaccinale per evitare gli assembramenti e si occupano dello scorrimento dei presenti nelle tappe del percorso vaccinale, fino alla loro uscita dalla struttura. Un impegno cui il mondo del volontariato lombardo è stato chiamato con delibera della Giunta regionale (n. XI/4353) del febbraio scorso, un esempio poi seguito anche dalle altre Regioni.

«La Regione Lombardia - spiega Gianmaria Tognazzi, responsabile di settore del Broletto - è stata la prima a coinvolgere la Protezione civile a supporto del sistema sanitario. Poi lo ha fatto il resto del Paese. Come Provincia dobbiamo sovraintendere a tutto il coordinamento del volontariato provinciale, valutando le richieste che ci arrivano dalle Ats e dalle Aziende sociosanitarie territoriali per capire il numero di volontari che servono».
Ad oggi, solo per l’attività legata alla campagna vaccinale, in questi trenta giorni sono stati attivati 2.635 volontari, divisi nei vari turni della mattina e del pomeriggio, e allertati in base alle esigenze dell’attività di vaccinazione, l’apertura per esempio di alcuni sub-hub vaccinali, quale quello di Monte Isola per esempio, nato in un secondo momento per evitare che gli anziani dell’isola lacustre si dovessero spostare ad Iseo, ma per la cui gestione logistica è stato necessario organizzare anche i volontari della Protezione civile. «Un impegno importante dei volontari - conclude il consigliere provinciale Antonio Bazzani - che si stanno mettendo a disposizione di tutti i cittadini bresciani, soprattutto dei più fragili, per sostenerli in queste procedure necessarie per accedere alla vaccinazione».
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