Ludmilla ha 61 anni e un figlio che fa il chirurgo nell’Ucraina sotto attacco. È arrivata da Salò, dove abita e lavora, a Folzano con una decina di sacchi neri pieni di coperte calde. «Le ho raccolte con l’aiuto di alcuni alberghi di Riva del Garda», racconta. Le lascia nel magazzino che fa da base logistica per gli scambi di prodotti tra gli ucraini di casa nel Bresciano e i parenti che vivono in patria. Gli autisti ucraini le porteranno presto, insieme ad altri doni, fino al confine Polonia-Ucraina. Poi, dal Paese qualcuno verrà a prenderle e a distribuirle dove servono.
Sasha, che abita a Brescia da anni e di professione fa l’addetto alla sicurezza, si trova a Folzano per lo stesso motivo. Su un furgoncino nero, con l’aiuto di altri uomini, carica alcuni sacchi bianchi contenenti medicine, vitamine e kit di primo soccorso.




