«Sembra incredibile, ma tantissimi profughi ucraini stanno arrivando col proprio cane, con i propri gatti e anche con furetti, criceti e altri animali da compagnia, che sicuramente sono un supporto psicologico per chi arriva da quel paese». Fuggono dalle bombe e in Ucraina lasciano tutto, le loro case e i loro beni. Partono con uno zaino in spalla dentro il quale c’è l’essenziale per sopravvivere qualche giorno e in braccio spesso il loro animale domestico. Nelle ultime tre settimane sono diverse decine i cani, i gatti e altri animali da compagnia arrivati con i profughi ucraini in Italia e nella nostra provincia.
«Così facendo riusciamo a contattare i padroni e consentire ai nostri veterinari di visitare l’animale. Solo dopo un contatto diretto, infatti, è possibile l’accesso al nostro servizio veterinario». Questo permette, tra le altre cose, di fornire l’assistenza sanitaria all’animale nell’eventualità in cui avesse bisogno di cure. Ma non solo: «In Ucraina - spiega - la rabbia è una malattia endemica ed è pertanto necessario che gli animali siano vaccinati contro questa malattia». Finora sono solo una ventina gli animali registrati e per questo Ats ha deciso di rivolgersi ai sindaci. «Con i primi cittadini stiamo raccogliendo notizie più puntuali».



