Brescia e Hinterland

Scuola, la protesta ora si allarga agli studenti

Il Liceo Arnaldo proclama l'autogestione. Giovedì manifestazione in piazza Garibaldi.

L'autunno caldo della scuola, iniziato con le proteste degli insegnanti, s'infiamma con le iniziative studentesche, tra assemblee che si susseguono e manifestazioni annunciate. È in fermento il liceo classico Arnaldo dove l'occupazione, votata a maggioranza, lascia il posto a quattro giorni di autogestione, con organizzazione di corsi alternativi alle lezioni. Voci analoghe arrivano dallo scientifico Calini.

Per giovedì mattina il Kollettivo studenti in lotta e il Collettivo universitario autonomo danno appuntamento a piazza Garibaldi per una manifestazione cittadina. Obiettivo della protesta è la politica economica del governo, «Scendiamo in piazza per opporci al decreto legge che prevede l'introduzione di rappresentanti esterni e privati all'interno delle scuole con la conseguente riduzione dell'autonomia. Scendiamo in piazza per pretendere il miliardo di euro che lo Stato deve alle scuole pubbliche italiane», dice il messaggio che annuncia il corteo.

Unitaria con qualche distinzione e la protesta degli insegnanti, riuniti in assemblea lo scorso 12 novembre per iniziativa congiunta di Federazione lavoratori della conoscenza Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda. Le posizioni non collimano, ma il coordinamento consente una concordanza su obiettivi comuni. Il blocco del fondo d'istituto per le attività aggiuntive, la riforma degli organi collegiali, la vacanza contrattuale, le penalizzazioni portate dalla riforma pensionistica, il ventilato aumento di ore di lezione: questi i problemi in evidenza. La Cgil ha scioperato il 24 novembre e una delegazione bresciana ha preso parte alla manifestazione a Roma.

«Siamo ancora in attesa dell'atto di indirizzo, che era stato promesso, sul recupero degli scatti d'anzianità e la mancata definizione delle risorse per il fondo d'istituto impedisce la contrattazione integrativa», spiega a questo riguardo il segretario dell'organizzazione di via Folonari, Pierpaolo Begni. «Non abbiamo annullato ma sospeso lo sciopero, dopo il rientro della minaccia di un aumento delle ore di lezione e l'avvio della trattativa sugli scatti d'anzianità». spiega la segretaria del Sindacato Scuola della Cisl Luisa Treccani. Dall'istituto comprensivo Nord 1 a quello di Sabbio Chiese; dalla scuola media di San Paolo al Primo Levi di Sarezzo; dall'Abba-Ballini al Pastori, dal Lunardi allo Sraffa arrivano alle sedi sindacali i documenti votati in assemblea e le iniziative di sospensione delle attività non essenziali (e non pagate).

«Profonda indignazione e netto dissenso per i provvedimenti particolarmente punitivi e ingiusti di questo governo verso gli insegnanti» esprime, con una cinquantina di firme, il documento votato al liceo Gambara.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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