Stai leggendo: {{ currentArticle.title }}
Brescia e Hinterland

IL CASO

Sconcerto a scuola, prof nega il Covid in classe: «Pandemenza»


Brescia e Hinterland
23 nov 2021, 06:50
PROF. NO VAX: BONELLI, "INTERVERREMO"

In una mail destinata all’Ufficio scolastico territoriale definisce l’emergenza sanitaria «pandemenza». In classe nega l’esistenza del Covid, invita gli studenti a diffidare «degli intrugli vaccinali» e a non indossare le mascherine, a suo dire dannose per la salute perché causano un eccessivo accumulo di anidride carbonica nel sangue. Sul registro elettronico elenca, tra i temi trattati a lezione, fonti alternative ai dati ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità, per diffidare delle «false, illusorie e malsane regole preposte da organismi tutt’altro che dediti alla nostra sicurezza».

È la storia di un professore supplente in servizio alle scuole medie di Castenedolo, dove insegna matematica e scienze, che ha scatenato l’allarme tra genitori e colleghi. Sono diverse le segnalazioni arrivate in redazione da parte di mamme e papà «seriamente preoccupati» per i loro figli, che tornano a casa ogni giorno da scuola «sconvolti e disorientati».

Studenti spaesati, genitori in allerta

La scuola media di Botticino, dove il professore ha fatto una supplenza di tre settimane - Foto Google Maps

Il lupo perde il pelo ma non il vizio, verrebbe da dire. Risale infatti a poco più di un mese fa la lettera di una mamma di Botticino, dove lo stesso professore è stato in servizio fino a ottobre, prima di passare a Castenedolo. Paese diverso, ma versioni di ragazzi e famiglie che coincidono perfettamente. Sono state «tre settimane da incubo - scrive la signora - in cui i ragazzi erano costretti a chiedere al docente di tenere la mascherina, che abbassava in continuazione». E non è finita qui. «Il prof aveva intavolato un’autentica propaganda No vax e commentava con sarcasmo l’atteggiamento diligente degli studenti, che insistevano per far applicare i protocolli anti contagio». Non contento, l’insegnante aveva intimato loro di non riportare a casa quanto sentito a lezione, pena una nota individuale sul registro. «Per fortuna è andato via».

La situazione a Castenedolo

Non possono dire lo stesso i genitori degli alunni dell’istituto Leonardo da Vinci di Castenedolo, dove il modus operandi dell’insegnante da circa un mese è lo stesso e non ha tardato a scatenare polemiche. Tanto che i genitori hanno deciso di scrivere una lettera alla dirigente reggente Francesca Svanera, chiedendole «immediati e seri provvedimenti».

«Rispettiamo la scelta del professore di non vaccinarsi, è suo diritto di farlo, ed è anche liberissimo di avere una sua opinione - ci tiene a sottolineare un gruppo di mamme -, ma vorremmo che non facesse certi discorsi in classe mentre insegna, rivolgendosi a ragazzi di 12 anni che non hanno gli strumenti per controbattere e sono facilmente suggestionabili. Riteniamo che in orario scolastico il professore debba limitarsi a fare lezione, evitando la propaganda contro i vaccini». Nella missiva alla preside, i genitori raccontano anche di continui ritardi, che lui spiega con la necessità di dover fare tamponi ogni 48 ore per poter accedere a scuola, in quanto non vaccinato.

I precedenti

Lo stesso insegnante era stato protagonista a settembre di un’altra vicenda all’istituto superiore Tassara-Ghislandi di Breno, in cui gli è stato impedito l’ingresso perché non era in possesso del Green pass obbligatorio. Allontanato dalla scuola, aveva poi segnalato la dirigente ai carabinieri perché secondo lui erano stati lesi i suoi «diritti fondamentali, umani, professionali e civili».

Il professore, alla fine dell’ultimo anno scolastico, era inoltre già stato sospeso per un mese e 10 giorni a causa della sua condotta, che gli era valsa quattro sanzioni disciplinari da altri due diversi istituti.

Dal Provveditorato

Giuseppe Bonelli, dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

«La situazione è nota». Dati i numerosi precedenti a carico del professore, in servizio da circa un mese a Castenedolo dopo i problemi avuti il mese scorso a Botticino e a settembre a Breno, non potrebbe che essere così. Eppure, il prof continua a ottenere incarichi di supplenza e cambiare istituto, senza modificare però la condotta che ogni volta scatena il panico in classe, per poi far scattare l’allarme tra genitori e professori. 

«Il docente in questione è già stato più volte protagonista di precedenti provvedimenti disciplinari - conferma Giuseppe Bonelli, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia - e conosciamo bene il suo caso». Accogliendo le segnalazioni che con tempestività arrivano di volta in volta dai dirigenti delle diverse scuole, sollecitati dai genitori ma anche dal resto del corpo docente, il professore di matematica e scienze era già stato invitato formalmente a cambiare condotta. Cosa che evidentemente ha scelto di non fare.

Essendo però un insegnante regolarmente inserito nella graduatoria provinciale per le supplenze, che ha validità biennale, può in teoria proseguire nell’esercizio della professione almeno fino alla fine del prossimo anno scolastico: l’aggiornamento è previsto nel 2022. A meno che non incorra in altre sospensioni, dunque, il prof continuerà ad andare in classe.  «Non possiamo licenziarlo, ma solo valutare di volta in volta le segnalazioni che riceviamo, verificarle e poi decidere eventualmente per sanzioni disciplinari». Un accumulo di sanzioni che forse, vien da pensare, potrebbero almeno influire sulla validità di una sua futura domanda di iscrizione alla prossima graduatoria. 

Articoli in Brescia e Hinterland

Lista articoli