Sono 35mila i bresciani che attualmente vivono in una sorta di «lockdown di fatto». Sono coloro che si trovano in isolamento in quanto positivi al Covid (circa 9.500) o in quarantena in quanto contatti stretti di persone positive. In comune hanno il fatto di non poter uscire dalle mura domestiche. E sono sempre di più, anche a causa della famigerata variante Omicron.
La situazione è simile un po’ in tutto il Paese, dove in tantissimi sono costretti a rimanere chiusi nelle proprie abitazioni. Il numero dei casi è talmente elevato che il Comitato tecnico scientifico sta valutando di ridurre ulteriormente i giorni di quarantena per i vaccinati: attualmente devono fare sette giorni contro i dieci di coloro che non hanno completato il ciclo da almeno due settimane. La riunione del Cts è prevista per oggi: «Abbiamo la necessità di avere una sollecita e precisa indicazione sul tema da parte degli scienziati», osserva il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che come altri colleghi governatori teme un blocco generalizzato. In particolare, aggiunge, «è necessaria una riflessione sulla riduzione della quarantena per chi è vaccinato con tre dosi, dato che è più difficile che coloro che hanno fatto la terza dose si contagino».




