I bresciani non aumentano più, e non certo da oggi. E nemmeno da ieri. Accade praticamente dal 2010, quando gli abitanti del nostro territorio erano 1.256.025, l’ultima stima al gennaio di quest’anno li fissa a 1.254.322 residenti: in dodici anni ci sono state solo modeste oscillazioni. Sono tanti i fattori che entrano in gioco, dalla impennata della mortalità dovuta alla pandemia, al calo delle nascite e, ancora, al rallentamento dei flussi migratori.
Nel confronto tra il 1° gennaio 2021 e il 1° gennaio 2022 si perdono altri 1.387 residenti, lo 0,1%. Un dato medio provinciale che, tuttavia, è spalmato in modo assolutamente eccentrico nei 205 comuni. Infatti, se in tre comuni la popolazione resta invariata ci sono 89 centri in cui aumenta, pur con diversa intensità e 113 comuni nei quali c’è una riduzione. Il saldo della popolazione è la risultante del saldo naturale, ovvero la differenza tra i nati e i morti, e del saldo migratorio che considera chi arriva e si iscrive all’anagrafe e chi se ne va. Il saldo naturale nel corso del 2021 è negativo per 4.551 persone, poiché a fronte delle 8.807 nascite si registrano 13.358 decessi.


