Sgomento e incredulità per quanto accaduto. Dolore e vicinanza nei confronti di una famiglia dove nulla sarà mai più come prima. Sono questi i sentimenti con i quali la comunità di Nuvolento si è svegliata il giorno dopo l’efferato omicidio, nel quale è stato ucciso il 60enne Romano Fagoni, colpito a morte dalle coltellate che la moglie Raffaella Ragnoli, di 57 anni, gli ha sferrato al collo con un coltello da cucina al culmine di una lite famigliare degenerata davanti agli occhi del figlio di 15 anni.
Non si parla d’altro in paese, perché qui si conoscono tutti e quindi la disgrazia è come appartenesse all’intera comunità. Una vicenda che nasconde risvolti probabilmente gravissimi, ma talmente ben nascosti nelle pieghe della vita strettamente famigliare, che nessuno ne sa nulla. O non si vuole sbilanciarsi e andare oltre a quelle che possono essere semplici sensazioni.



