Sono arrabbiati, ma la fase dello sconforto l’hanno archiviata settimane fa. E adesso che hanno capito che al Governo con le misure anti-Covid fanno sul serio, sono decisi a farsi valere. Come? Creando non solo un muro di «no» al sistema (e definendosi la «resistenza di chi non si fa incantare dal regime»), ma anche e soprattutto creando l’architettura di una vera e propria comunità parallela. Perché insieme, con gli stessi intenti e la stessa visione - dicono - si può fare molto. Ad esempio? Creare una mini società basata sulle competenze di ognuno, in grado di garantire in modo autonomo quei servizi dai quali - sostengono convintamente - «ci vogliono tagliare fuori». A partire da quelli essenziali: sanità, scuola, lavoro.
C’è di tutto. Quello semplificato sotto l’etichetta «no vax» è un movimento trasversale, che passa sopra la testa dei tradizionali schieramenti, dalla destra alla sinistra. Attraversa partiti vecchi e nuovi, come nel caso di Ancora Italia - nato dalla scissione interna all’esperienza politica di Vox Italia - che vede i suoi due punti di riferimento nel filosofo Diego Fusaro e nel presidente Francesco Toscano. Ed è proprio tra i simpatizzanti di Ancora Italia, progetto di ispirazione sovranista, che ci siamo ritrovati sotto mentite spoglie nel nostro viaggio nel mondo no vax.



