Nel 2023 l’apertura della Corda Molle, l’Hydrogen Valley e la gara per il tram
L’apertura della nuova Corda Molle fra Ospitaletto e Azzano, il via alla Valcamonica Hydrogen Valley, il progetto finale dell’Alta velocità nel tratto cittadino. Il 2023 sarà ricco di novità per quanto riguarda la mobilità. Sulla carta almeno, perché procedure, aumento dei costi, difficoltà nella forniture (e imprevisti vari, che non mancano di questi tempi) potrebbero ritardare le tappe previste.
Chiuderanno cantieri importanti, ne apriranno di nuovi, altri ancora avranno le carte a posto per cominciare l’anno prossimo. Nel frattempo prosegue l’attività di opere di lungo periodo, come la Tav fra Brescia e Verona o l’autostrada della Valtrompia; la prima dovrebbe essere pronta nel 2026, la seconda nel 2025. Sperando che le scadenze siano rispettate.
Raddoppio della Corda Molle
L’opera principale pronta nel 2023 è il raddoppio della Corda Molle, la Sp 19, firmato dall’Autovia Padana (Gruppo Gavio), che gestisce la A21. Ogni giorno migliaia di viaggiatori, nel tratto fra Ospitaletto e Azzano, vedono avanzare i lavori. Dopo Brebemi, è la più grande infrastruttura stradale recente del nostro territorio. Un asse strategico, una gronda sud che raccoglierà il traffico est-ovest, dalla Valtrompia alla Fascia d’oro.
La Corda Molle è storia vecchia. Il primo pezzo di 17 km, fra Azzano e Montichiari, è stato aperto nel 2012. Il secondo ha pagato i ritardi dovuti al cambio di concessione della A21, da Centropadane ad Autovia Padana. I 12 km da completare costano 113 milioni. La società ha annunciato la fine dei cantieri entro la prima metà del 2023.
Sui binari
Dovrebbe essere l’anno buono anche per alcune infrastrutture ferroviarie. Trenord ha promesso di fare della Valcamonica una Hydrogen Valley, trasformando la Brescia-Edolo. Un’operazione da 338 milioni che prevede la sostituzione dei treni: i primi sei, secondo Trenord, in arrivo a fine 2023.

Novità anche per la Brescia-S. Zeno Ghedi. In questo caso parliamo della fase progettuale. In ballo ci sono il potenziamento e l’elettrificazione della linea, un’opera da 250 milioni a cura di Rfi (gruppo Fs) divisa in due parti: prima il raddoppio della Brescia-S. Zeno, poi quello del tratto fino a Ghedi con in più la costruzione del binario di collegamento con la Fiera e l’aeroporto di Montichiari. Agli inizi di quest’anno, ha annunciato Rfi nei mesi scorsi, sarà pronto il progetto per eliminare i passaggi a livello da Brescia a S. Zeno; entro settembre, invece, ci sarà il progetto per raddoppio, elettrificazione e collegamento con Montichiari.
La Tav
Intanto, prosegue il cammino procedurale che riguarda l’uscita est di Brescia della Tav. Mezzo miliardo di investimento per realizzare i 6 km di tracciato cittadino e i 3,5 km in territorio di Rezzato e Mazzano (per agganciarsi al lotto in costruzione). Rfi ha garantito che nei primi mesi del 2023 sarà pronto il progetto per poter aprire il cantiere l’anno venturo.
Restiamo in città. Quello appena iniziato sarà un anno importante per il tram di Brescia. Un’opera da 363 milioni, quasi interamente coperti da finanziamento statale. Il progetto definitivo è sul tavolo della Giunta, che deve approvarlo. Quindi nel 2023 si farà la gara di appalto integrato (progetto esecutivo e lavori). In prima linea ci sono i francesi di Alstom e i giapponesi di Hitachi Rail. Il 2023 sarà decisivo anche per il progetto sullo sviluppo della Piccola velocità, un centro intermodale per il traffico merci. I cantieri dovrebbero aprire nel 2024.
Rinnovo
Il 2 marzo la metropolitana compirà 10 anni. L’età impone un intervento di manutenzione straordinaria, a partire dai treni. Resteranno i telai, mentre saranno revisionate e, nel caso, sostituite le componenti tecniche, dai carrelli ai cavi. Non solo. Brescia Infrastrutture, che gestisce il servizio, ha appena assegnato l’appalto di 13 milioni per costruire il parcheggio scambiatore al capolinea Prealpino: mille posti e stazione di interscambio corriere-metro. Cantieri aperti a breve per chiudere dopo 18 mesi.
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