Morto dopo intervento dal dentista a Brescia: «Decesso per troppo anestetico»

I consulenti della Procura si sono espressi in merito alla morte l’estate scorsa del 45enne di Bolzano Luigi Floretta
Il tribunale di Brescia - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
Il tribunale di Brescia - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
AA

Non è stata un’allergia ai farmaci e nemmeno la lieve ipertensione di cui soffriva. «La causa del decesso si identifica in una tossicità sistemica da anestetico locale (lidocaina sovrapposta all’articaina) che ha determinato un arresto cardiaco al termine di una procedura odontoiatrica».

Lo scrivono il professor Giorgio Antonio Iotti e la dottoressa Chen Yao nella consulenza depositata in Procura in merito alla morte di Luigi Floretta, il 45enne di Bolzano, tecnico della Rai, deceduto l’estate scorsa dopo un intervento in uno studio dentistico privato della città.

La vicenda

Nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio colposo, sono finiti l’odontoiatra titolare della clinica in città, un collaboratore esterno e l’anestesista. «Doveva togliere alcuni denti per poi mettere la protesi» raccontarono sotto choc i parenti. Il paziente non si risvegliò dall’anestesia e morì dopo il trasporto in ospedale. «Le ipotesi suggerite dai consulenti tecnici di parte, quali una crisi vago-vagale o una reazione allergica - si legge nella relazione agli atti - non trovano alcun fondamento medico-scientifico e neppure supporto tecnico».

Si sarebbe dunque trattato di un sovradosaggio di anestetico anche se per i consulenti è stato impossibile stabilire la quantità di anestesia effettivamente somministrata al paziente.

Accertamenti

La ricostruzione medica si basa infatti sui dati accertati solo in ospedale. «La concentrazione ematica della lidocaina al momento della crisi cardiaca, avvenuta alle 17.40 circa, era certamente più elevata - viene scritto - di quanto riscontrato nel campione ematico esaminato tra le 18.55 e le 20.10». Questo anche perché «si ravvisa una carenza nella compilazione della cartella clinica, dove non c’è menzione di lidocaina e non è possibile quindi indicare con certezza quale sanitario avesse somministrato tale farmaco, né l’orario di somministrazione e il preciso dosaggio». Secondo gli esperti le procedure di rianimazione messe in atto dai sanitari dello studio odontoiatrico sono state «essenzialmente corrette anche se è mancato il riconoscimento dell’arresto cardiaco e quindi è mancato il trattamento con l’antidoto Intralip».

Farmaco - che gli odontoiatri non sono obbligati ad avere in studio - che viene somministrato a Floretta sono una volta in ospedale quando i medici, «nel fondato sospetto di un caso di tossicità sistemica da anestetico locale, intervengono con il farmaco correttamente e tempestivamente». Ma non servirà a salvare la vita all’uomo, il cui decesso sarà constatato alle nove del mattino successivo. 

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato