Il 16 aprile 2025 la Corte d’assise d’appello di Milano ha assolto il medico bresciano Paolo Oneda perché il fatto non sussiste.
Non è stato un omicidio volontario, come ipotizzato dall’accusa, ma il medico con le sue omissioni ha portato al decesso della paziente. «Non ci sono dubbi sulle sue responsabilità a titolo di colpa perché Oneda ha tenuto una condotta incompatibile con il ruolo di medico e con il fine ultimo del ruolo assunto dal momento che, perfettamente a conoscenza della situazione pregiudizievole per la salute della Repetto, aveva l’obbligo giuridico di attivarsi per impedire la realizzazione dell’evento lesivo».




