Metro allagata, i danni sottoterra dopo il guasto alla rete A2A

Laghi davanti alle scale e ruscelli d’acqua dall’impianto delle luci. Teleriscaldamento fuori uso nel nord e centro città (oltre che a Bovezzo e a Concesio), metropolitana bloccata e traffico intenso. È il bilancio di un lunedì mattina a dir poco complesso dopo il guasto alla rete A2A in via Lamarmora che ha causato un effetto domino di problemi in tutta la città, a partire dalla confusione dei bresciani sugli spostamenti underground.
Il viaggio sottoterra rende bene l’idea di cosa sia accaduto a cavallo tra la notte e il giorno: alle dieci del mattino, a quattro ore dalla scoperta del guasto, l’acqua ancora scorre copiosa dal controsoffitto del secondo dei tre piani interrati. Proprio in corrispondenza del passaggio pedonale e prima delle scale mobili, un’enorme pozza d’acqua sembra fare da ostacolo naturale al passaggio. Sopra, l’acqua scorre persino dall’impianto di illuminazione. Altre perdite sono visibili lungo la banchina, dove gli operai sono stati mobilitati per operare su un convoglio tecnico.

L’intervento dei Vigili del fuoco e dei tecnici di A2A, Unareti e Metro Brescia, infatti, è stato pressoché immediato ma ci sono volute parecchie ore per mettere in sicurezza la stazione e far ripartire il servizio della metro. «Il blocco tempestivo della linea ha fatto sì che non si verificasse alcun problema dal punto di vista della sicurezza», precisa una nota di Brescia Mobilità. Ma fuori dalle stazioni del metrò i disagi sono palpabili.

La stessa scena si sussegue uguale a se stessa per tutta la mattina: dopo essersi incamminati verso le scale, i pendolari trovano la saracinesca chiusa. I monitor luminosi avvertono della chiusura di tutta la linea e informano che esistono dei bus sostitutivi. C’è dunque chi decide di proseguire a piedi, chi di cambiare mezzo di trasporto. «Non sapevo nulla - racconta una studentessa universitaria ferma sotto la pioggia battente a BresciaDue -, ho saputo cos’era successo da una ragazza che aspettava da un’ora».

Ma c’è anche chi ha sperato che il guasto fosse solo circoscritto e ha tentato ugualmente raggiungendo un’altra stazione - senza fortuna: «A Lamarmora ho visto quella grossa nube e i tecnici al lavoro, così ho deciso di spostarmi a piedi a BresciaDue, ma anche qui è tutto chiuso». E «quella grossa nube» ha allarmato tanti sin dall’alba, facendo temere il peggio. In realtà la nube è stata causata dalla perdita di acqua bollente, che scorre ad oltre 100 gradi prima di arrivare nelle case dei bresciani. La nuvola bianca non è altro che il vapore acqueo generato dalla differenza di temperatura con l’esterno.

Il vero problema, come detto, si è verificato però nel sottosuolo: l’acqua è penetrata nel terreno arrivando fin dentro la stazione, impregnando prima controsoffitti e pareti di copertura e poi anche il sistema elettrico. In pochi minuti la stazione è stata allagata finendo fuori uso: l’intera linea della metropolitana è rimasta paralizzata, mentre venivano attivati 14 bus sostitutivi sulle stesse tratte. «I disagi sono comprensibili - ha spiegato il direttore di Brescia Mobilità Marco Medeghini - ma di fronte ad un evento imprevedibile abbiamo garantito la mobilità ai bresciani con un tempestivo servizio alternativo».
La metro è attiva, resta chiusa la fermata di Lamarmora. Si aspettano aggiornamenti in giornata.
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