Federico Manzoni rompe gli indugi: «Non vorrei che il mio silenzio venga interpretato come disimpegno o arrendevolezza». Ora che il Pd e il centrosinistra hanno scelto Laura Castelletti come candidato sindaco, l'assessore alla mobilità si dice pronto ad affiancarla nella corsa alla Loggia della prossima primavera. «Il mio sostegno a Laura è forte e deciso. La scelta del Pd e della coalizione è coerente con l'impostazione tracciata da Emilio Del Bono, dare continuità all'azione amministrativa e al buon governo di Brescia».
Poi spiega i motivi per i quali, a suo dire, il tandem Castelletti-Manzoni può risultare vincente. «Preferisco tandem a ticket - premette -. Credo che vada costruita una proposta non solo in chiave elettorale, per vincere le elezioni, ma anche di governo, perché ci candidiamo a governare la città». Perché il tandem sia il migliore, secondo Manzoni, bisogna lavorare sul tema della complementarietà. Complementarietà politica («Bisogna che tutte le culture politiche siano rappresentate»), generazionale e programmatica.
«In questi 10 anni la nostra città ha fatto un salto di qualità su molti fronti - spiega Manzoni -. Ma se devo indicare due temi dove la nostra azione è risultata più evidente, dico l'attrattività turistico-culturale (non a caso siamo Capitale della cultura) e la mobilità sostenibile». Su quest'ultimo filone, rivendica Manzoni, si è pianificato, progettato, intercettato finanziamenti e realizzato come non mai in città. Nei prossimi 10 anni, ricorda l'assessore, sono in programma interventi per un miliardo di euro, dai grandi lavori ferroviari alle ciclabili, dai parcheggi scambiatori alle colonnine per le auto elettriche. Ma soprattutto il nuovo tram, progetto per il quale la Loggia ha ricevuto il maggior finanziamento statale della storia, 360 milioni che di fatto coprono l'intero costo dell'opera (lavori dal 2024, prima corsa nel 2029).
Ecco perché - è la stoccata verso il centrodestra - «ci si può accusare di tutto ma non di esserci limitati all'ordinaria amministrazione», vista la mole di progetti in campo. Ed ecco perché Manzoni si candida a ricoprire il ruolo di vice: «Ci sono ragioni politiche, ideali e programmatiche perché si possa lavorare su questa ipotesi. Confido di non dover ragionare su altre opzioni».
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