Et voilà: nei momenti critici il centrosinistra rispolvera la formula del «ma anche» in auge in epoca veltroniana. E così, chi alla vigilia del secondo tavolo del centrosinistra aveva scommesso una pizza sul fatto che «sì, giovedì sera si chiude il cerchio e si esce con il nome del candidato» si trova a dover offrire la cena a un discreto numero di amici. Perché l’epilogo del vertice («ei fu» decisivo) è apparentemente la fotocopia di quello della puntata pilota andata in scena la scorsa settimana: nessuna decisione.
O, se si preferisce dirla con il tipico vocabolario Dem, «al momento restano in campo i nomi di Valter Muchetti e di Federico Manzoni, ma anche quello di Laura Castelletti». Le versioni del racconto, però, non combaciano: gli altri attori seduti al tavolo dicono infatti che «un passo in avanti non indifferente c’è stato» e che il problema torna a Canossa, in casa Dem.




