Lo scoppio e l'evasione: carta d'identità ritirata dopo l'arresto

Si è presentato all’ufficio anagrafe del comune dove risiede, ha ritirato la sua carta d’identità - non si sa se elettronica (quindi emessa direttamente dal Ministero dell’Interno) o analogica, ma sicuramente valida per l’espatrio - ed è partito. Non per le meritate vacanze, ma per l’agognata latitanza. Con quel documento - ottenuto mentre si trovava ai domiciliari a casa della madre nel Vicentino - non ha avuto problemi a lasciarsi alle spalle il confine con la Francia e pure quello tra la Francia e la Spagna e, una volta arrivato in Andalusia, ad affittare un appartamento. Lui è Matteo Bortolan, il 38enne «bombarolo» salito agli onori delle cronache lo scorso 14 giugno per aver provocato due esplosioni - e un incendio - nella sua abitazione in via Ziziola in città maneggiando della polvere pirica. Che non avesse bisogno di documenti falsificati per lasciare i domiciliari, ma che si muovesse con una carta d’identità fresca di zecca, l’uomo arrestato al centro commerciale di Finguerola, nel distretto di Marbella, nella giornata di martedì, è emerso nel corso delle indagini scattate il 29 luglio scorso quando la pattuglia incaricata di verificare se fosse dove doveva essere - ovvero ai domiciliari - non l’ha trovato.
L’arresto. Paradossalmente il fatto che Bortolan viaggiasse con la sua carta d’identità nuova di zecca in tasca è stato utile al suo rintraccio da parte degli uomini della Digos che inserendo il suo nominativo e il numero del documento nei terminali, ma anche tracciando i suoi contatti e le sue telefonate, sono riusciti a rintracciarlo in pochi giorni. Più difficile, per i poliziotti spagnoli, è stato fermarlo una volta intercettato.
Il 38enne ha opposto resistenza alle manette e, nel tentativo di aprirsi la via della fuga, ha scagliato un poliziotto dentro la vetrina di un negozio del centro commerciale riuscendo nell’intento di mandare l’agente all’ospedale e di allungare l’elenco dei reati che gli vengono contestati. Oltre alla fabbricazione di ordigni, ora gli viene contestata anche l’evasione e la resistenza a pubblico ufficiale. Tutte da valutare, oltre alle sue intenzioni, ai suoi legami e alle sue coperture, le circostanze che l’hanno portato ad ottenere una nuova carta d’identità valida per l’espatrio. Gli investigatori dell’antiterrorismo non escludono abbia dichiarato il falso e tratto in inganno il funzionario dell’anagrafe, che da oggi è il meno invidiato dell’intero Municipio.
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