Un suono della campanella particolarmente festoso, quello che accompagna oggi il rientro a scuola «in presenza» per oltre 100mila ragazzi delle scuole bresciane di città e provincia. Sì, perché un mese e mezzo di Dad, soprattutto per i bambini più piccoli è stato pesante: è mancato il contatto con i maestri, con i compagni, poter rivedere l’amico o l’amica del cuore. Insomma, fare lezione «dal vivo» è tutta un’altra cosa.
Stamattina, dunque, riprendono tutti gli alunni frequentanti le classi dalla scuola d’infanzia fino alla prima media, circa 80mila degli istituti statali e 24mila dei paritari, cui s’aggiunge il ritorno ai nidi dei bimbi al di sotto dei tre anni d’età. Sono felici i ragazzi, e lo sono pure i loro insegnanti, come si percepisce chiaramente dalle testimonianze, di poter tornare a «fare scuola».
Lo stesso documento riporta la lettera inviata al sindaco di Brescia Emilio Del Bono da due ragazzine della scuola media Foscolo: «Riteniamo - scrivono - che il virus non cominci a contagiare dalla seconda media, anzi così facendo noi ragazzi ci sentiamo sempre più soli e abbandonati a noi stessi».


