Brescia e Hinterland

In città apre un pronto soccorso privato per problemi urgenti e non gravi

BresciaMed, con sede nel palazzo direzionale di via Oberdan 140, dà risposte a pagamento ai casi che non prioritari
Il palazzo sede di BresciaMed, in via Guglielmo Oberdan - © www.giornaledibrescia.it
Il palazzo sede di BresciaMed, in via Guglielmo Oberdan - © www.giornaledibrescia.it

A Brescia apre il primo pronto soccorso privato. Obiettivo dichiarato: «Raggiungere la piena soddisfazione dell’utente attraverso un rapido ed accurato inquadramento e trattamento delle piccole «urgenze», grazie ad un servizio di medicina d’urgenza e di visite specialistiche che garantisca un approccio globale alla persona».

Dunque: «Un ambulatorio di medicina d’urgenza e primo soccorso rivolto a tutti coloro che necessitano di una risposta rapida ma non desiderano, o non possono, aspettare ore in un pronto soccorso ospedaliero per patologie minori dal punto di vista clinico, ma non da quello personale» si legge sulla prima pagina internet di BresciaMed, il primo pronto soccorso privato che sarà inaugurato oggi, domenica, alle 18, nel palazzo direzionale di via Oberdan 140.

BresciaMed è una realtà privata, quindi interamente a pagamento (le tariffe vanno da un minimo di 30 ad un massimo di 485 euro in base alle prestazione erogate, elencate su www.bresciamed.com) che si prefigge di dare risposte alle cosiddette «patologie minori», quelle che vengono classificate con codice bianco o codice verde. E che sfiorano il 70% del totale degli accessi annuali nei pronto soccorso degli ospedali pubblici o privati convenzionati.

Le attese infinite

«Ho sempre pensato che per svolgere al meglio la professione medica si debba mettere al centro di tutto il paziente - spiega Elena Torri, direttrice sanitaria di BresciaMed con anni di esperienza come medico di pronto soccorso -. Certo: l’obiettivo primario di un pronto soccorso o, meglio, di un Dipartimento di Emergenza, è offrire un servizio tempestivo in caso di patologie ad alto rischio come l’ischemia o l’emorragia cerebrale, l’infarto miocardico acuto, i politraumi o la perdita di coscienza. Nel corso degli anni, però, mi sono resa conto che una parte di urgenze minori, ma con necessità di valutazione specialistica in tempi brevi, come le sospette polmoniti, le flebiti o le trombosi venose profonde, restavano senza risposta adeguata.

Dover aspettare ore e ore per effettuare un esame in codice verde o giallo è inaccettabile, un disagio che ora potrà essere evitato grazie alla sanità privata. In fondo - conclude Elena Torri - è sempre stato possibile scegliere il chirurgo o il cardiologo di fiducia. Perché non si dovrebbe poter fare altrettanto con il medico d’urgenza? E perché il medico d’urgenza non dovrebbe sentirsi alla pari di altri specialisti, esercitando la libera professione? La realizzazione del primo poliambulatorio di primo soccorso e di Medicina d’urgenza a Brescia risponde contemporaneamente a entrambe le esigenze».

Il privato in sanità

Dunque, con l’apertura del primo pronto soccorso privato in città, si delinea ulteriormente il futuro della sanità italiana che si avvia ad essere un sistema che si poggia su più pilastri di forme di presenza pubblica e privata, a sua volta privata accreditata (ovvero con prestazioni erogate in regime di Servizio sanitario) e privata-privata, ovvero totalmente a pagamento. Uno scenario che non si sta delineando a caso, ma che è frutto di scelte precise da parte di chi ci governa. Del resto, ai pronto soccorso degli ospedali ci si dovrebbe recare solo per urgenze ed emergenze. Per gli altri problemi, che richiedono comunque risposte immediate, bisognerebbe trovare risposte sul territorio.

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