Brescia e Hinterland

Il Crivello fa 25 anni e oggi festeggia a parmigiana e tajine

Tovaglie a quadretti e aria di casa. Cambiare? «Ai nostri clienti piace così com’è»
Foto tratta da Fb: Franco e Sandra
Foto tratta da Fb: Franco e Sandra

«Adesso non posso, sto cucinando la parmigiana». La signora Sandra Rusich, proprietaria del Crivello, si affaccia alla porta della cucina dello storico locale di via Battaglie, scusandosi, prima di tornare a friggere le melanzane per cena. È un afoso sabato pomeriggio di fine giugno.

I vicoli del Carmine sono deserti, le serrande abbassate, e la telecronaca di Francia-Argentina esce dalle finestre aperte. «Domenica 1 luglio il Crivello festeggia 25 anni! Franco e Sandra invitano tutti a festeggiare insieme a noi questo importante traguardo» si legge su Facebook, dove le persone interessate all’evento sono quasi duecento.

Franco Russo è suo marito, «un signore che girava con il quad, tanti lo conoscono qui, con i capelli lunghi bianchi, la coda, ora non sta benissimo», ma ha promesso che non mancherà all’anniversario.

«Facciamo un aperitivo verso le 12.30 per salutare amici e parenti» spiega Sandra, che si è seduta a un tavolo mentre la parmigiana è in forno. Assieme a tajine di pollo e zighinì - ricette tramandate da una signora marocchina e da una signora eritrea - è il piatto forte del ristorante.

«Prima avevamo una ditta di import-export, poi abbiamo deciso di prendere il locale che per tanti anni è stato solo un bar paninoteca. Perché qui in Carmine? Abitavamo proprio qua vicino, casa e bottega» sorride Sandra. «Il nome lo abbiamo ereditato dal posto precedente, Crivello significa setaccio». In sottofondo, Sandro Giacobbe canta «Signora mia», Simone, il figlio dei proprietari si versa un’acqua e menta, mentre sua zia Viviana, che assomiglia a Katia Ricciarelli, beve un caffè.

Sembra di essere nella cucina di casa, tovaglie a quadretti comprese. «L’arredamento così l’abbiamo ereditato e così è rimasto. Perché, non si vede?» ridono madre e figlio. «Quando abbiamo lanciato l’idea di cambiare qualcosa, un coro di persone ha cominciato a dire "Nooo, ci piace così!"». Il cliente ha sempre ragione, e quando diventa un amico, ancora di più.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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