Ieri il dissequestro dell’area al Vantiniano. Domani la probabile richiesta di archiviazione. Prende corpo l’ipotesi che il caso sorto attorno all’esumazione, avvenuta nell’autunno del 2021, di diverse tombe dei «bimbi mai nati», sepolti al cimitero Vantiniano tra il 2008 e il 2016, non avrà mai un seguito processuale.
Le indagini disposte dal pm Antonio Bassolino, che all’inizio della scorsa primavera aveva aperto un fascicolo per una serie di reati contro la pietà dei defunti e iscritto nel registro degli indagati due funzionarie del settore servizi cimiteriali del Comune di Brescia, avrebbero raccolto più smentite che conferme circa l’ipotesi accusatoria.
Con riferimento a quest’ultimo profilo, nel corso delle indagini, gli inquirenti avrebbero trovato più di un’indicazione di segno opposto. Sarebbero nel complesso di più le persone che trovarono con il dovuto anticipo la notizia del futuro intervento nel quadro A del camposanto e che riuscirono ad agire di conseguenza, di quelle che si presentarono al Vantiniano a cose fatte e non trovarono più la tomba del proprio bambino e, comprensibilmente, gridarono il loro dolore e denunciarono la sottrazione.
La Procura avrebbe pertanto la prova che tutto sarebbe stato compiuto nei termini imposti dalle normative e, a quasi un anno di distanza dalla sua apertura, è sul punto pertanto di chiedere l’archiviazione del fascicolo.
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