«Siamo stanchi di vedere anziani bruciarsi la pensione davanti alle macchinette, noi diciamo basta». Bruno Giorgi e la moglie Susanna non ne possono più di assistere al tracollo personale, economico e sociale di chi trascorre intere giornate davanti alle slot e hanno avviato l’iter per eliminarle per sempre dal bar, il Due Stelle di via San Faustino, che gestiscono ormai da sedici anni: «Per ora le abbiamo spente e abbiamo apposto un cartello con la scritta "In attesa di rimozione". Disdire il contratto, infatti, non è così semplice come pensavamo. Cercano di convincerci a non farlo: ci dicono "Siete sicuri?", "Pensateci bene perché dopo non potete più richiederne altre". Ma noi siamo convinti della decisione che abbiamo preso: non le vogliamo. Basta».
Nel riferire di queste situazioni Bruno prova tristezza, ma anche rabbia: «Lo Stato dice "gioca moderatamente", "bevi responsabilmente", "fuma ma il fumo uccide": sono controsensi, ipocrisie moderne». Nel suo piccolo il barista vuole dare un segnale alla città: «Non mi importa se senza le slot perderò dei clienti, ma non me la sento di rivedere certe scene, di assistere alla disperazione. Per vivere servono cibo e buona salute, non il gioco d’azzardo».




