Non si ferma la solidarietà bresciana per il popolo ucraino. A dieci giorni dall’inizio della guerra, la risposta di volontari e associazioni del territorio continua a intensificarsi e crescono le raccolte di beni a favore delle migliaia di profughi che, anche in queste ore, stanno cercando di scappare dal conflitto. Fuori dal capannone di Folzano adibito a centro di raccolta e smistamento, prosegue incessante una processione di gruppi organizzati, spontanei e singoli cittadini. Portano beni di prima necessità: coperte, farmaci, pannolini, latte in polvere, kit di primo soccorso, cibo in scatola.
All'arrivo

Il primo grosso carico di aiuti bresciani, intanto, è arrivato venerdì sera con un tir nella cittadina di Rivne, a 300 chilometri dalla capitale. A causa del coprifuoco il carico è stato depositato a terra solo questa mattina e, nel pomeriggio, sarà suddiviso a bordo di diversi furgoni che provvederanno a consegnare le scatole in altri centri abitati, dove ce n’è più bisogno. La gratitudine è commossa, in coro i riceventi dicono «Grazie a Brescia».
Stamani all’alba è partito anche il secondo carico organizzato dall’associazione camuna DomaniZavtra: direzione confine con la Polonia, dove il materiale è atteso dalla rete dei referenti in loco, in coordinamento con le autorità.
Donazioni
Proseguono anche le decine di microraccolte distribuite in modo capillare sul territorio, mentre la Croce Rossa bresciana ha aperto un conto corrente per la raccolta di fondi. La donazione, spiegano, «è il modo migliore per supportare gli sforzi umanitari». Per partecipare, è sufficiente collegarsi al sito web www.cribrescia.it e cliccare sulla sezione dedicata all’emergenza ucraina.


