Giunta: ipotesi di due tecnici (donna), nel Pd ballottaggio Rossini-Cammarata

Brescia: per Urbanistica e Bilancio Laura Castelletti potrebbe pescare in Università. Servizi sociali a Fenaroli
Palazzo Loggia, sede della Giunta cittadina - Foto © www.giornaledibrescia.it
Palazzo Loggia, sede della Giunta cittadina - Foto © www.giornaledibrescia.it
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I punti fermi sembrano pian piano consolidarsi. Ma la «quadratura del cerchio» resta la parità di genere in giunta, 5 donne e 5 uomini. Non un dogma. Ma un obiettivo che la nuova sindaca di Brescia Laura Castelletti cercherà di raggiungere, visto che così ha annunciato subito dopo la sua elezione e visto che ci sono tutte le condizioni per poterlo fare.

Ecco perché tra le tante ipotesi sul tavolo in queste ore (le trattative vere e proprie non sono ancora iniziate) c’è anche quella di mettere nella squadra di governo un paio di tecnici (donna): la prima all’Urbanistica, dove potrebbe essere confermata Michela Tiboni o dove Castelletti potrebbe pescare un’altra figura dell’Università, come Michèle Pezzagno; la seconda al Bilancio, come fu già nel Del Bono I (Paolo Panteghini), e in questo caso un nome spendibile è quello di Raffaella Cassano, docente di Economia, candidata con la civica Del Bono nel 2018. 

Perché lo schema del doppio tecnico funzioni, serve però che almeno una delle due figure sia in quota Terzo polo. Che, d’altro canto, vorrebbe spingere su Francesco Tomasini (Azione), giovane presidente del Cdq di San Polo Parco, secondo più preferenziato dopo il deputato Fabrizio Benzoni. Ma al Terzo Polo è probabile che Castelletti chieda un nome femminile, proprio per raggiungere la parità di genere. E visto che l’ipotesi Caterina Avanza pare impraticabile (vive a Bruxelles) c’è chi pensa ad un tecnico femminile di area.

Dem

Gli altri tasselli paiono infatti già assegnati, per lo meno nei nomi, mentre la partita deleghe è tutta aperta. Al Pd dovrebbero andare 5 posti su 10, metà giunta, più la presidenza del consiglio comunali. Di fatto blindate sono le conferme di Federico Manzoni, vicesindaco, e Valter Muchetti, che potrebbe restare ai lavori pubblici, sicurezza e commercio. Quasi certe le new entry di Anna Frattini, ex presidente del Cdq del Violino, e Camilla Bianchi, ex assessore a Bovezzo: giovani, votatissime, garantiscono la giusta quota di «novità» rispetto alle giunte Del Bono, evitando l’effetto fotocopia.

Per il quinto assessore dem è di fatto ballottaggio tra Roberto Rossini e Roberto Cammarata: il primo potrebbe occuparsi di scuola, il secondo di ambiente. La scelta dipenderà molto dagli equilibri politici (anche tra le correnti Pd) e dalle competenze necessarie. Ora come ora Cammarata pare in leggero vantaggio per la giunta, con Rossini disposto a valutare la presidenza del consiglio. Ma lo scenario potrebbe anche ribaltarsi. 

Liste

Gli ultimi due posti dovrebbero essere due conferme. Al Lavoro con Brescia punterà su Marco Fenaroli, tra i più convinti sostenitori di Castelletti e capace in questi anni di gestire ogni tensione sociale: ecco perché dovrebbe restare ai servizi sociali. Per la Civica Castelletti in pole c’è sempre Alessandro Cantoni, sempre che non arrivi da questa lista la quinta donna, magari sempre con il meccanismo del tecnico di area.

In base a questo schema, delle sei liste di centrosinistra entrate in consiglio comunale resterebbero fuori Brescia Attiva e Brescia Capitale, che pure hanno ottenuto risultati significativi (2,82% e 3,46%), più alti di Al Lavoro con Brescia. Brescia Capitale non pare aver velleità di posti in giunta. Brescia Attiva «pagherebbe» la giovane età della candidata eletta in consiglio (Valentina Gastaldi, 22 anni): per lei ci potrebbe essere la presidenza della commissione Ambiente. A meno che Castelletti non opti per una giunta tutta politica. Un’altra delle tante opzioni in campo. Da venerdì, con la proclamazione degli eletti, partiranno le trattative. 

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