La prima giornata da sindaca, Laura Castelletti l’ha passata per lo più al telefono. Una passeggiata per la città. E poi ore e ore a rispondere ad amici, leader politici, sostenitori, avversari. Ma soprattutto tv e giornali nazionali. «Vogliono sapere qual è il nostro segreto - spiega -. C’è una grande attenzione verso la città e il lavoro che abbiamo svolto a Brescia in questi anni. Ancora una volta siamo un modello nazionale, un laboratorio politico, un esempio di buon governo».
La ricetta è esattamente questa: avere un’idea di città e lavorare per raggiungerla. «Nel nostro progetto - continua Castelletti - siamo partiti dal lavoro degli ultimi dieci anni. Anni nei quali abbiamo cambiato il volto di Brescia. Oggi Brescia è più bella, più sostenibile, più attrattiva». E visto che si raccoglie ciò che si semina, attorno a questo «patrimonio» è stato costruito il programma elettorale: «Abbiamo messo al centro i contenuti. E attorno ai contenuti abbiamo allargato la coalizione - continua Castelletti -. Il Pd in modo generoso ha individuato me come candidata sindaca, vedendo in questa la migliore opzione per tenere unita la coalizione. Il Terzo polo, in giornate critiche a livello nazionale, ha confermato la scelta di sostenere il nostro progetto di città. Al Lavoro con Brescia mi ha sostenuta con convinzione fin da subito. E poi le tante liste civiche». Insomma, quel «partito della città» attorno a cui si è costruita una «visione strategica» di ciò che sarà la Brescia dei prossimi anni.



