Brescia e Hinterland

Farmaco per l'otite introvabile e la ricerca in provincia, il racconto di una mamma

Una famiglia intera a caccia del Cefodox, medicinale prescritto dal pediatra a una bambina di due anni
Un bimbo visitato dalla pediatra
Un bimbo visitato dalla pediatra

Immancabile nel periodo delle feste è tornata l’otite: febbre altissima, pianti, rincorsa al pediatra oberato dalle visite e lotta quotidiana per far assumere alla piccola malata, che ha appena due anni, quello sciroppo dal sapore strano. Tutto nella norma, secondo un copione purtroppo collaudato e noto alla maggioranza delle mamme alle prese con un inverno particolarmente complicato. Non fosse che stavolta qualcosa di diverso c’è.

E alla preoccupazione per la salute della bimba, provata dalle febbre e dai dolori a orecchie e gola, si aggiunge una caccia al farmaco introvabile che complica la guarigione e sollecita i nervi di tutta la famiglia. È il pediatra a suggerire un ciclo di antibiotici per curare l’otite bilaterale: dieci giorni di Cefodox, due volte al giorno, perché «in questo momento - aveva detto il medico firmando la prescrizione - è il più facile da reperire in farmacia». Per la febbre la raccomandazione è sempre il Nurofen, che è però introvabile ormai da mesi. In alternativa l’Algidrin funziona benissimo, peccato che ultimamente sia diventato merce sempre più rara. Da qualche parte sono ancora reperibili dei sostituti efficaci, ma c’è da augurarsi che la febbre resti bassa e che ci sia modo di conservare le scorte per tempi migliori.

Un'Odissea

E l’antibiotico? Per fortuna in dispensa c’è un flacone ancora chiuso, avanzo di un precedente malanno. La cura inizia, ma arrivati al quarto giorno il liquido inizia a scarseggiare e parte una caccia al farmaco che arriverà a coinvolgere nonni e farmacie sparse un po’ in tutta la provincia. In città il Cefodox pare introvabile. Il farmacista sotto casa non ha scorte e non può reperire neppure un equivalente: il suggerimento è rivolgersi al più presto altrove.

Comincia un giro di telefonate e WhatsApp a farmacie più o meno grandi del centro storico e di periferia. La risposta è sempre la stessa: «Non ce l’abbiamo e al momento non possiamo nemmeno ordinarlo. Stessa cosa per il generico». A questo punto si coinvolgono i nonni, che abitano in Franciacorta e nella Bassa. I primi falliscono e non è una sorpresa. Quando ormai l’ultima spiaggia pare quella di tornare dal pediatra, dall’altra nonna arrivano buone notizie: una piccola farmacia di provincia ha a disposizione due confezioni di antibiotico equivalente, subito precettate. Ma gli altri pazienti come faranno?

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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