Due mesi in apnea, ora contagi in calo: arancione più vicino?
I dati degli ultimi giorni vanno presi con le pinze. Le festività pasquali hanno rallentato il numero dei tamponi processati e di riflesso anche i numeri del contagio, restituiti con 24-48 ore di ritardo, sono in calo. Fatto sta che ieri il dato dei nuovi positivi al coronavirus degli ultimi sette giorni, nel Bresciano, è sceso sotto la soglia d’allarme di 250 casi ogni 100mila abitanti. Soglia che identifica il limite per la «zona rossa».
Non accadeva da due mesi. Due mesi vissuti in apnea. Ora la curva pare essere rientrata sotto il livello critico. Si tratta di un andamento che andrà verificato nei prossimi giorni per capire se apparente o sostanziale. Intanto però i bresciani «attualmente positivi» sono scesi sotto i 10mila.
Il report. Nelle ultime 24 ore, in Lombardia, 2.569 nuove infezioni da SarsCov2 su 46.718 tamponi, con un tasso di positività sceso al 5,49%, uno dei più bassi delle ultime settimane. A Milano 808 casi, a Varese 540, a Como 227. Nel Bresciano i nuovi positivi sono stati 298, 26 in Valcamonica, 272 nel territorio dell’Ats di Brescia. In base al report di quest’ultima, ben 10.861 i tamponi registrati ieri, con un tasso di positività sceso al 2,5%. La metà del dato regionale. Ma il dato giornaliero, si sa, è poco affidabile. A maggior ragione in questi giorni influenzati dal lungo weekend festivo. Per disegnare un andamento del contagio affidabile meglio dunque guardare il dato settimanale. Ebbene, negli ultimi 7 giorni, nel Bresciano, sono stati registrati 3.080 casi di coronavirus. Per trovare una cifra più bassa bisogna risalire alla prima metà di febbraio.
Il calo dei contagi ha fatto scendere anche l’incidenza sui sette giorni, uno dei valori più preziosi per identificare le fasce di rischio (i colori delle zone), insieme a Rt e occupazione dei letti in ospedale. L’incidenza della nostra provincia è sopra la quota d’allarme dei 250 casi ogni 100mila abitanti da quasi due mesi (258 tra l’8 e il 14 febbraio) toccando il picco a inizio marzo (585 tra l’1 e il 7). Una situazione fuori controllo che portò all’arancione rafforzato dal 23 febbraio e alla zona rossa dal 15 marzo. Ora però si è scesi a 245 casi ogni 100mila abitanti. Un dato che dovrà essere consolidato. Ma intanto si tratta di un buon viatico in vista di venerdì, quando, a Roma, si valuterà la situazione della Lombardia.Verso l’arancione. A livello regionale l’incidenza ieri è scesa a 203 casi ogni 100mila abitanti: su 12 province solo Como resta sopra la soglia d’allarme, con 253 casi ogni 100mila abitanti. L’Rt è ampiamente sotto 1, a 0,89 (ancora più basso nel Bresciano, a 0.74) anche se la pressione sulle terapie intensive resta alta, per quanto in calo. Un quadro che rende sempre più probabile un ritorno in arancione della Lombardia da lunedì 12 aprile, con la riapertura dei negozi e ritorno in classe anche per seconde e terze medie e superiori. Il presidente Attilio Fontana ci spera. Con l’obiettivo di evitare nuovi ritorni al rosso.
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